In Guatemala è la Chiesa l’unica risposta sociale alla “miopia etica” della politica

"I debiti di oggi sono la fame di domani": dopo le proteste i vescovi del Guatemala invitano al dialogo. Nel paese devastato dai disastri naturali e da un clima di guerra civile permanente sono le diocesi a distribuire gli unici aiuti alla popolazione che non si fida degli enti governativi ritenuti corrotti

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La Chiesa in soccorso del Guatemala. Monsignor Rodolfo Valenzuela Núñez, vescovo della Verapaz e vicepresidente della Conferenza episcopale guatemalteca racconta al Sir la tragedia collettiva in corso nel dipartimento montano dell’Alta Verapaz. E’ l’area del Guatemala più colpita dalla tempesta Eta, assieme all’Izabal. E il dipartimento con il bilancio più drammatico in termini di vite umane. L’episcopato del Guatemala denuncia la corruzione diffusa. Evidenziando il fatto che, anche in questo frangente, “la gente non si fida a dare aiuti a organismi governativi, preferisce darli alle Chiese”. Una situazione drammatica, quella dell’Alta Verapaz che si inserisce in un avvelenato clima di guerra civile permanente in Guatemala.

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Una manifestazione per chiedere che il resto della carovana che si trova ancora in Guatemala possa passare in Messico, a Ciudad Hidalgo, Messico,  (PEDRO PARDO/AFP/Getty Images)

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L’invito della Chiesa ai cittadini guatemaltechi è quello a mantenere la calma e a promuovere il dialogo. Dopo giorni infuocati di manifestazioni popolari, a lanciare l’appello è stato monsignor Gonzalo de Villa y Vásquez, arcivescovo di Santiago del Guatemala e Primate del paese. I manifestanti  hanno perfino dato alle fiamme parte dei locali del Congresso, provocando scontri con la polizia. A fermare la rivolta non è bastato l’annuncio del Congresso che si sarebbe rivisto il bilancio generale per il 2021. Il suo presidente, Allan Rodríguez, lo ha comunicato in un messaggio preregistrato, insieme ad altri 16 deputati di vari blocchi affiliati al partito al governo. Nell’annuncio non ha spiegato quali modifiche saranno apportate.

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Disperazione sociale

Il progetto di bilancio dello Stato 2021 è stato bocciato da tutti i settori sociali. Ed è causa delle proteste (scoppiate prima sui social e poi in piazza) per aver aggravato il debito nazionale. E per essere stato approvato in modo poco chiaro da parte del Congresso. Per la Conferenza episcopale del Guatemala “il modo in cui è stato approvato ha generato indignazione in settori molto diversi del Paese. Per il modo opaco con cui si è deciso di raggiungere la maggioranza qualificata dei voti”. Guatemala

Torbide manovre di potere

L’approvazione del bilancio, riferisce Fides, si è svolta alle 5 del mattino. Senza che tutti i deputati potessero avere accesso al contenuto. Così molti settori sociali hanno rilanciato il messaggio dell’episcopato.”Da dieci anni consecutivi approviamo preventivi sottofinanziati. Ma mai prima d’ora per importi così sproporzionati come quest’anno. L’indebitamento del Paese sta raggiungendo livelli francamente preoccupanti. E i debiti di oggi saranno la fame di domani. L’eliminazione o la riduzione di elementi importanti sembra esprimere risentimento ma anche miopia etica“.

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