Il Papa prega per l'Indonesia: “Non manchi solidarietà”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:48

Il mio pensiero va, in questo momento, alle popolazioni dell’Indonesia, colpite da violente calamità naturali, che hanno causato gravi perdite in vite umane, numerosi dispersi e senzatetto e ingenti danni materiali. Invito tutti ad unirsi a me nella preghiera per le vittime e i loro cari”. Prega per l'Indonesia, il Santo Padre, al termine dell'Angelus che precede la Vigilia di Natale. Una domenica funestata dal grave tsunami che ha colpito lo Stretto della Sunda provocando centinaia di morti: “Sono spiritualmente vicino agli sfollati e a tutte le persone provate, implorando da Dio sollievo nella loro sofferenza. Faccio appello perché non manchi a questi fratelli e sorelle la nostra solidarietà e il sostegno della Comunità Internazionale”.

L'incontro

Ma, nella quarta domenica di Avvento, Papa Francesco ha riflettuto sulla figura di Maria, “la Vergine Madre, in attesa di dare alla luce Gesù il Salvatore del mondo. Fissiamo lo sguardo su di lei, modello di fede e di carità; e possiamo chiederci: quali erano i suoi pensieri nei mesi dell’attesa?”. Una risposta che, ha spiegato il Pontefice, viene dalla conversazione che Maria intrattiene con la sua parente Elisabetta nella casa del marito di lei, Zaccaria: “E' evidente il contrasto tra Maria, che ha avuto fede, e Zaccaria, il marito di Elisabetta, il quale aveva dubitato, e non aveva creduto alla promessa dell’angelo e per questo rimane muto fino alla nascita di Giovanni. È un contrasto”. Un episodio, questo, che “ci aiuta a leggere con una luce del tutto particolare il mistero dell’incontro dell’uomo con Dio. Un incontro che non è all’insegna di strabilianti prodigi, ma piuttosto all’insegna della fede e della carità. Maria, infatti, è beata perché ha creduto: l’incontro con Dio è frutto della fede. Zaccaria invece, che ha dubitato e non ha creduto, è rimasto sordo e muto, per crescere nella fede durante il lungo silenzio”.

Un gesto di carità

Senza fede, ha spiegato Papa Francesco, “si resta inevitabilmente sordi alla voce consolante di Dio; e si resta incapaci di pronunciare parole di consolazione e di speranza per i nostri fratelli. E noi lo vediamo tutti i giorni: la gente che non ha fede o che ha una fede molto piccola, quando deve avvicinarsi a una persona che soffre, le dice parole di circostanza, ma non riesce ad arrivare al cuore perché non ha forza”. Questo perché non ha fede, e “se non ha fede non vengono le parole che arrivano al cuore altrui”. E la fede, a sua volta, si alimenta nella carità: “'Maria si alzò e andò in fretta': un gesto pieno di premura. Avrebbe potuto rimanere a casa per preparare la nascita di suo figlio, invece si preoccupa prima degli altri che di sé stessa, dimostrando nei fatti di essere già discepola di quel Signore che porta in grembo. L’evento della nascita di Gesù è cominciato così, con un semplice gesto di carità; del resto, la carità autentica è sempre frutto dell’amore di Dio”. E per questo Natale prega per chi è lontano dalle proprie famiglie: “Le porte della comunità cristiana sono aperte”.

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