Caltanissetta, arrestato il reggente di Cosa nostra Bontempo

La nuova cosca era sorta in vuoto potere, il boss usava 'pizzini' e li ingoiava per non lasciare tracce dei suoi spostamenti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:16
mafia

Approfittando del vuoto di potere creato dalle operazioni antimafia, a Caltanissetta era nato un nuovo gruppo legato a Cosa nostra. Si autofinanziava con spaccio di droga ed estorsioni. E’ quanto emerge dall’operazione ‘La bella vita’ della Squadra Mobile che, coordinata dalla Dda nissena, ha arrestato sette persone. Tra loro anche quello che è indicato come l’attuale reggente di Cosa nostra a Caltanissetta, il 43enne Carmelo Bontempo.

Come agiva il “reggente”

Secondo l’accusa impartiva ordini da boss ‘tradizionale’, con i ‘pizzini’, che ingoiava dopo averli letti per non lasciare traccia. Garantiva l’assistenza ai detenuti e ai loro familiari; nonché dure rappresaglie ai danni di chi non rispettava le regole o non pagava; infine mediando i contrasti.

Una svolta nel lavoro della Polizia è arrivata dopo la notifica di un avviso di conclusione indagini in un’inchiesta per droga. Il quell’occasione, a conferma del suo ruolo di vertice, Bontempo si sarebbe preoccupato di fare accantonare del denaro necessario al suo mantenimento in caso di arresto. La squadra mobile di Caltanissetta, che nelle indagini si è avvalsa di intercettazioni video e audio, ha anche registrato lo stupore del capomafia, che si è ritrovato indagato nonostante le accortezze impiegate, come spostarsi per chilometri per parlare di persona con i suoi sodali o ricevere “pizzini” che poi ingoiava.

Tra i suoi obiettivi economici i settori della compravendita immobiliare, dei lavori di edilizia, dopo essersi già inserito in quello della vendita di autovetture. Il tutto per assicurarsi canali di investimento per il riciclaggio dei proventi delle attività illecite e ottenere così guadagni in nero da destinare anche al mantenimento delle famiglie dei carcerati.

Tutta l’indagine è basata su tecniche tradizionali come intercettazioni e pedinamenti. Le vittime delle estorsioni non hanno collaborato, viene riferito. Durante il blitz, la Polizia ha anche sequestrato 36.000 euro in contanti e un chilogrammo di cocaina.

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