Zaky: respinta la richiesta di scarcerazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:24

Il tribunale di Mansura (in Egitto) dopo un'udienza durata appena dieci minuti, ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata dai legali di Patrick George Zaky, lo studente dell'Università di Bologna arrestato al rientro in Egitto con accuse di propaganda eversiva. “Il ricorso è stato respinto”, ha detto uno dei legali del ragazzo Wael Ghaly. Resta fissata l'udienza del 22 febbraio in cui i giudici decideranno se prorogare o meno la custodia cautelare di altri 15 giorni in base all'eventuale necessità di ulteriori indagini.

L'udienza

Si è tenuto stamattina al vecchio Palazzo di giustizia di Mansura sul delta del Nilo, un Egitto, l'udienza di riesame in cui si decide sul provvedimento di custodia cautelare emesso contro Patrick George Zaky, lo studente dell'Università di Bologna arrestato al rientro in Egitto con accuse di propaganda eversiva. Zaky – scrive Ansa – è arrivato al tribunale di Mansura in manette. Entrando, ha risposto ai cronisti che gli chiedevano come stava, “tutto bene”. Zaky, apparentemente in buone condizioni è arrivato ammanettato al poliziotto che lo ha scortato nel locale. Ad essere esaminato, è un ricorso dei legali dello studente dell'Alma Mater contro la detenzione di 15 giorni decisa l'8 febbraio: se accolto, Patrick George verrà scarcerato, altrimenti resta fissata l'udienza del 22 febbraio in cui i giudici decideranno se prorogare o meno la custodia cautelare di altri 15 giorni in base all'eventuale necessità di ulteriori indagini.

Amnesty Italia

“C'è delusione, avevamo sperato in un'esito diverso. C'erano segnali che potesse andare diversamente: un'aula piena di giornalisti, internazionali e egiziani, di diplomatici, italiani inclusi. Ma non è servito a nulla”. Così all'Ansa Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. “Adesso ripartiamo con una campagna ancora più forte, più viva”, in vista dell'udienza del 22, per arrivarci “ancora più determinati”. 

Sassoli 

Mercoledì scorso da Strasburgo, il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli aveva chiesto l'immediato rilascio di Zaky, ricordando “alle autorità egiziane che l'Ue condiziona i suoi rapporti con i Paesi terzi al rispetto dei diritti umani”. Immediata la risposta da parte del Presidente della Camera dei deputati egiziana, Ali Abdel Aal, che ha “respinto categoricamente le dichiarazioni del presidente del parlamento europeo” definendole – in un comunicato riportato dall'agenzia Mena – “un'ingerenza inaccettabile negli affari interni e un attacco contro il potere giudiziario egiziano”. “Tali dichiarazioni non giustificate e inaccettabili basate su false informazioni diffuse da organizzazioni prive di credibilità e che non fanno riferimento a prove chiare –  ha aggiunto Abdel Aal nel comunicato – non incoraggiano il dialogo tra le due istituzioni parlamentari”.

Ergastolo

Il giovane, 27 anni, stava frequentando il master internazionale “Gemma” dell'Università di Bologna dedicato agli studi di genere e sulle donne. Iscritto al primo anno, aveva dato un esame il 5 febbraio, poco prima di rientrare in Egitto per fare visita alla sua famiglia. E' stato arrestato dalla polizia egiziana appena messo piede a terra all'aeroporto di Mansura. Secondo l'ong Egyptian Center for economic & social rights, su di lui peserebbero vari capi d'accusa: diffusione di false notizie che disturbano l'ordine sociale, incitamento a protestare per minare l'autorità dello Stato, incitamento alla destituzione del governo e anche promozione di crimini terroristici e uso di violenza. Per Wael Ghaly, il legale del ragazzo, lo studente dell'Università di Bologna rischia di essere condannato all'ergastolo con l'accusa di rovesciamento del regime al potere, secondo quanto previsto dall'ordinamento giudiziario de Il Cairo. Ghaly ha anche aggiunto che “la custodia cautelare può durare fino a due anni, rinnovata ogni 15 giorni, e talvolta tale detenzione può protrarsi per più di due anni”. Secondo Ghaly “il problema di Patrick coincide con gli appelli a manifestare lanciati agli egiziani dall'imprenditore Mohamed Ali”, facendo riferimento all'ex appaltatore delle forze armate egiziano che aveva lanciato appelli a manifestare contro il presidente Abdel Fattah al-Sisi nel settembre e nel gennaio scorsi. E intanto spunta la testimonianza resa all'Ansa da un amico di Zaky: “Sono stato rapito dalle forze di sicurezza statali” in Egitto '” interrogato per 35 ore”, “non ho subito elettroshock ma sono stato picchiato, bendato e legato”.

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