Viaggio del Papa in Iraq: la dichiarazione inter-religiosa delle organizzazioni locali

Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, sottolinea come il viaggio del Papa in Iraq sia un atto di coraggio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:55

“Noi, organizzazioni religiose che lavorano in Iraq accogliamo con favore la visita di Sua Santità Papa Francesco nel luogo di nascita di Abramo, padre nella Fede per tanti”. Inizia così la dichiarazione inter-religiosa congiunta delle organizzazioni che operano in Iraq alla vigilia dello storico viaggio del Papa. Un appello firmato da 29 organizzazioni cattoliche, protestanti, musulmane che operano nel paese martoriato dalla guerra e dall’insicurezza.

“Papa Francesco scrive che le religioni hanno un ruolo importante da svolgere al servizio della fraternità nel nostro mondo — si legge nella dichiarazione —. Come organizzazioni religiose abbracciamo pienamente questo messaggio di fraternità e dialogo che Papa Francesco sta portando in Iraq. Crediamo fermamente che rappresenti una via necessaria per guarire le ferite del passato e costruire un futuro per le diverse comunità del paese. Lavoriamo per aiutare le comunità a riconciliarsi, per ricostruire la pace”.

Tra i firmatari vi sono anche tre organizzazioni italiane che operano del paese: Focsiv, Avsi e la Papa Giovanni XXIII. La Comunità di don Benzi è presente in Iraq dal 2015 al fianco delle persone disabili che sono ancora discriminati da una cultura che li considera scarti.

«Con la nostra vita di condivisione con i più poveri, quasi nel nascondimento, intendiamo testimoniare l’amore di Dio per tutti. Quando la gente ci vede con i ragazzi disabili capisce subito. Ci sono differenze religiose, soprattutto culturali, ma l’amore e la condivisione della vita sono un linguaggio universale», commenta Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII.

«Il Papa mostra che si può abbattere la paura per un amore più grande — continua Ramonda —. Sa che negli angoli più bui della terra si trova sempre una profonda spiritualità, dove c’è tanto dolore si trova un desiderio di cambiamento».

«Questo viaggio di Papa Francesco — conclude Ramonda — è un atto di coraggio responsabile di una persona che crede nell’umanità».

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