Operazione “Vento d'oriente”: sgominato maxi spaccio di shaboo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:29

Metanfetatima trasportata tramite ragazze-corriere e negozi cinesi trasformati come base di spaccio di shabboo, una droga a base di anfetamina che viene fumata o iniettata con effetti di lunga durata dagli effetti devastanti. È quanto emerso dall'operazione Vento d'Oriente che ha permesso di arrestare 22 persone.

L'operazione

I Carabinieri di Roma, a conclusione dell’attività d’indagine durata circa 5 mesi, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, Gruppo reati gravi contro il patrimonio e gli stupefacenti, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, emessa dal GIP del Tribunale di Roma, nei confronti di 22 persone di nazionalità cinese, filippina ed italiana, per i reati di spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo metanfetamina, comunemente detta “shaboo”. L’operazione, iniziata alle prime ore di stamattina in tutta Italia, ha impegnato i Carabinieri della provincia di Roma ma anche di Taranto, Napoli e Firenze, dove sono stati localizzati i destinatari della misura cautelare. Una volta considerata una droga “etnica”, utilizzata principalmente nelle comunità asiatiche, prevalentemente dagli over 30 per mantenersi svegli e attivi durante pesanti giornate di lavoro, oggi l’assunzione sta coinvolgendo le giovani generazioni asiatiche e non solo, diffondendosi rapidamente sul territorio nazionale e capitolino anche tra gli occidentali. Eccitante che permette di restare svegli anche per 2/3 giorni, i suoi effetti devastanti incidono prevalentemente sul sistema nervoso centrale che viene stimolato oltremodo, cagionando danni rilevanti, con un effetto superiore alla cocaina, idoneo ad annullare fame e senso di fatica nonché causare dipendenza. La dose singola media di shaboo è pari a 0,1 grammo, con un costo per l’assuntore finale di 50 €. Le attività investigative, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro, sono scaturite in seguito all’arresto di un cittadino cinese nel quartiere di Trastevere – Monteverde nel mese di giugno 2018, durante il quale venne rinvenuto e sequestrato un considerevole quantitativo di stupefacente. Da ulteriori accertamenti, emerse l’esistenza di una rete di spacciatori dedicati alla vendita nella Capitale di shaboo, droga di non facile reperibilità, ma sempre più richiesta nelle piazze di spaccio. L’ipotesi è stata successivamente riscontrata da attività tecniche e pedinamenti nei quartieri capitolini ove è maggiore la presenza di comunità asiatiche. Le indagini hanno permesso di identificare i ruoli dei diversi indagati, individuare le zone di spaccio, la modalità di introduzione dello stupefacente nella Capitale, i luoghi dove lo stesso è stato stoccato e dove veniva confezionato per la vendita al dettaglio, ed infine le modalità di cessione, consentendo di sequestrare un totale di  oltre 1 kilogrammo di shaboo (oltre 10.000 dosi), nonché di arrestare 38 soggetti nella flagranza dello spaccio. Alcuni cittadini cinesi titolari di esercizi al dettaglio nella zona del Centro si approvvigionavano di stupefacente da loro connazionali nella città di Prato. Lo stupefacente veniva portato nella Capitale da giovani ragazze cinesi, incensurate, che – viaggiando in treno dalla città toscana – potevano garantire un trasporto sicuro. Una volta giunti a Roma, i richiesti cristalli di shaboo venivano rapidamente spacciati tramite una intricata rete di pusher collocati nelle varie piazze di spaccio. Le indagini hanno permesso di accertare che gli spacciatori si spartivano le zone di spaccio, senza sottrarsi vicendevolmente i clienti. Le piazze più frequentate nella zona Ovest della Capitale erano quartieri Gianicolense, Monteverde, Cornelia, fino a Spinaceto, nella zona Est i quartieri Termini, Esquilino, Casilina, Pigneto e Tor Pignattara. Il reperimento degli acquirenti e l’esecuzione delle cessioni è stato effettuato in gran parte da soggetti filippini, che rivendevano le dosi ad altri connazionali, anche sul luogo di lavoro. Un cittadino filippino non interrompeva l’attività di spacciatore neanche durante il proprio lavoro di domestico, cedendo le dosi di shaboo dal balcone dell’abitazione, tra una faccenda e l’altra. È stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo Operativo Roma Centro presso un Ospedale della Capitale dove aveva accompagnato l’anziana persona che normalmente accudiva ma che era diventato luogo per spacciare la sostanza ai suoi clienti abituali. Dodici i destinatari dell’ordinanza in carcere (una donna è nel frattempo deceduta), associati alle case circondariali di Roma, Firenze, Taranto e Pozzuoli (Na), altre 10 persone sono state sottoposte alla misura del divieto di dimora nel Comune di Roma.

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