Migranti, Lamorgese: “Nel decreto flussi ci saranno più di 70mila posti”

Lamorgese: "La solidarietà in tema di migrazione deve essere adeguata a un meccanismo di redistribuzione dei migranti"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:35
profughi

Nel prossimo decreto sui flussi migratori “se l’anno scorso di è trattato di 70mila persone, quest’anno i numeri saranno più elevati”. Lo ha specificato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese al termine della riunione dei ministri Med5, a Venezia.

“Si sta lavorando alla Presidenza del Consiglio – ha chiarito la titolare del Viminale – verificando la possibilità di accelerare le procedure, perché manca personale in settori specifici. Ricordo il protocollo di dieci giorni fa con il ministero del Lavoro per inserire nel circuito dell’edilizia coloro che sono titolari di protezione internazionale o la cui pratica è in via di esame. Stiamo verificando un analogo protocollo per altre categorie”.

“La solidarietà in tema di migrazione deve essere adeguata a un meccanismo di redistribuzione dei migranti che dovrà contare su un numero ampio di Paesi stati membri dell’Ue per essere efficace”.

“Serve negoziato su Patto europeo”

Lamorgese ha poi precisato, riporta TgCom24, di aver “confermato alle due presidenze uscente ed entrante dell’Ue il supporto a un approccio graduale, step by step, sul negoziato per un Patto europeo su migrazione e asilo”.

E ha continuato: “Siamo convinti, come Italia, Cipro, Grecia, Malta e Spagna, che questo sia il metodo migliore per cercare soluzioni equilibrate tra responsabilità e la necessaria solidarietà che gli altri membri sono chiamati a dimostrare”.

“La crisi ucraina ha dimostrato la capacità Ue di essere compatta”

Lamorgese ha poi sottolineato come la crisi in Ucraina abbia “dimostrato la capacità dell’Europa di essere compatta e di esprimere solidarietà alle persone in fuga dal conflitto e agli Stati membri in prima linea nell’accoglienza. In questo nuovo contesto globale in cui non è escluso il rischio concreto di una grave crisi alimentare, il Med-5 rappresenta un punto di riferimento importante anche in vista del prossimo Consiglio europeo sugli Affari interni”.

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