Migranti, Ankara manda forze speciali al confine greco

Intesa tra Putin e Erdogan per il cessate il fuoco in Siria

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:13
Soldati turchi

Sale la tensione lungo il confine tra Grecia e Turchia dopo gli scontri tra migranti e poliziotti greci dei giorni scorsi. Scontri che avrebbero provocato – secondo Ankara – la morte di un migrante, notizia poi smentita e bollata come “fake” da Atene. Ieri, 5 marzo, il ministro dell’interno turco Suleyman Soylu – dopo essersi recato alla frontiera – ha annunciato che la Turchia invierà al confine con la Grecia mille agenti delle forze speciali “per evitare i respingimenti” di migranti da parte delle guardie di frontiera di Atene aggiungendo che 164 profughi sono stati colpiti dalle autorità greche. Sono 138.647 i migranti che secondo la Turchia si sono diretti dalle zone interne del Paese verso la frontiera con la Grecia per cercare di entrare nell’Ue, dopo che Ankara ha annunciato che non li avrebbe più fermati. La Turchia ospita 3,6 milioni di rifugiati siriani e ha affermato di non poterli gestire più e chiede all’Ue i tre miliardi promessi nell’accordo del 2016, ma dei quali – sostiene Ankara – ne ha ricevuto solo uno.

Tregua in Siria

Sempre ieri il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è stato in visita a Mosca per un bilaterale con Vladimir Putin sulla situazione a Idlib, in Siria, dove si contrappongono le forze turche a quelle russo-siriane, provocando uno sfollamento di massa che si dirige verso il confine. Putin ed Erdogan hanno annunciato di aver trovato un‘intesa per un cessate il fuoco a partire da mezzanotte in Siria. “Le forze del regime siriano hanno violato gli accordi, e gli abitanti di Idlib sono scappati. Assad vuole spazzare via i civili in quella regione e noi non staremo a guardare”, ha detto Erdogan al termine dei colloqui con Vladimir Putin, sottolineando che la cooperazione fra Ankara e Mosca è “ad un alto livello” e questo permette “di raggiungere degli accordi”, di trovare “un punto comune”, e arrivare “a un cessate il fuoco, a partire dalla mezzanotte”. “Non sempre concordiamo su tutto, ma in ogni momento critico siamo sempre stati in grado di trovare un’intesa comune e arrivare a una soluzione: lo abbiamo fatto anche oggi”, ha dichiarato Putin dopo il  bilaterale.

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