I cristiani sono il gruppo religioso più perseguitato

Ecco dove e perchè i cristiani subiscono persecuzioni e limitazioni della loro libertà personale e religiosa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:29
La grande Croce di Tor Vergata

Nel mondo sono trecento milioni i cristiani che vivono in terre di persecuzione. La situazione è tutt’altro che migliorata e la lista dei Paesi in cui i cristiani soffrono si arricchisce di nazioni quali Camerun, Burkina Faso e Sri Lanka. Gli ultimi due rappresentano per il direttore della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre, Alessandro Monteduro, gli esempi più drammatici di questo mutato scenario della persecuzione anticristiana che trova nuove forme e nuove territori anche in virtù dell’inadeguatezza delle strategie finora messe in campo. “La sola risposta militare non è sufficiente- spiega – Dal 2017 infatti, dalla sconfitta di Isis nel nord dell’Iraq e in gran parte della Siria, abbiamo assistito alla migrazione del terrorismo in altre aree del mondo, innanzitutto in Africa e in Asia meridionale e orientale”.

Cristiani

Quattro miliardi di persone abitano nel venti paesi nei quali le minoranze cristiane soffrono la persecuzione. Dunque, secondo Monteduro, “la difesa della libertà religiosa dovrebbe essere come non mai prioritaria nell’agenda delle grandi potenze nazionali e delle Istituzioni sovranazionali. Così ancora oggi non è”. I cristiani sono il gruppo religioso maggiormente perseguitato e l’asse del fondamentalismo islamista si è ormai spostato dal Medio Oriente all’Africa e all’Asia meridionale ed orientale.

Persecuzioni

Il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, elogia la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che soffre per il sostegno indistintamente garantito a cattolici e non, unendo “la dimensione della conoscenza, della sensibilizzazione e talora della giusta pubblica denuncia, a un cammino di carità operosa che risana, costruisce, progetta, aiuta insomma a far rifiorire”.  E anche le migliorate relazioni diplomatiche tra i capi delle nazioni occidentali e i loro omologhi di regimi come quelli della Corea del Nord o della Cina non devono far pensare a miglioramenti delle condizioni dei cristiani in tali aree.

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