Chi sono i 30 “Alfieri della Repubblica”

I giovani hanno ricevuto gli attestati di onore "Alfiere della Repubblica" dal capo dello Stato Sergio Mattarella

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:37
Foto ©Quirinale

Uso consapevole e virtuoso degli strumenti tecnologici e dei social network, anche in relazione ai problemi posti della pandemia. Sono questi alcuni dei meriti dei giovani che hanno ricevuto l’attestato di onore di “Alfiere della Repubblica”. L’importanza riconoscimento è stato consegnato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Accanto ai 30 Attestati d’onore sono state assegnate anche tre targhe per azioni collettive in ambito di agricoltura sostenibile, di comunicazione digitale e di impegno in un’impresa sociale in un carcere minorile.

L’elenco dei nuovi insigniti dal Capo dello Stato e le motivazioni

Giovanni Buttafava, 15/12/2004, residente a Gossolengo (PC) – Per il generoso impegno volontario profuso durante i periodi di lockdown in aiuto di quanti si trovavano in maggiore difficoltà, in particolare delle persone anziane e con difficoltà di movimento.

Nei momenti più difficili della pandemia, Giovanni si è impegnato come volontario e ha contribuito a promuovere e organizzare l’azione volontaria di tanti giovani in favore di persone costrette a casa, per la quarantena o per problemi di mobilità. Ha svolto un ruolo di coordinamento nel progetto “Il tempo della gentilezza”, promosso dalla Croce Rossa Italiana in collaborazione con il Comune di Piacenza. Con professionalità e dedizione, ha consentito a più di cento volontari di prestare servizio nella consegna a domicilio della spesa e dei farmaci a quanti non potevano provvedere autonomamente. L’impegno di così tanti giovani ha costituito una ventata di speranza per una città duramente colpita dal virus. Questa azione di solidarietà, peraltro, non ha impedito a Giovanni di proseguire gli studi con costanza e profitto.

Tommaso Capuano, 04/06/2003, residente a Cambiago (MI) – Per il suo servizio di volontariato a favore dei bambini e delle persone più deboli. Per la testimonianza dei valori di solidarietà e accoglienza, anche attraverso video e canali social.

Tommaso ha scelto di impegnarsi con la Croce Rossa Italiana, dedicando ad attività sociali il tempo libero dagli studi liceali. Ha dato un grande apporto, con continuità, alla distribuzione di abbigliamento e dei pacchi alimentari. Si è speso anche nel servizio di doposcuola, assistendo bambini e ragazzi in difficoltà nello svolgimento dei compiti. Con lo stesso spirito altruistico, si è impegnato, anche al di fuori dei turni di servizio, nei canali social dell’Associazione e nella realizzazione di video esplicativi delle attività del Comitato CRI durante la pandemia, oltre che di video promozionali volti alla raccolta di fondi da destinare all’acquisto di dispositivi di protezione o ad altri progetti di solidarietà. Tra le “produzioni” di Tommaso, particolarmente apprezzata è stata una intervista a una giovane volontaria di origine siriana, girata in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale.

Andrea Centonze, 13/07/2004, residente a Lecce – Per l’impegno sociale e la testimonianza di solidarietà che ha offerto nelle sue diverse attività. Nel liceo che frequenta ha proposto un corso sul volontariato e ora la sua idea è diventata un progetto concreto.

Andrea si è sempre impegnato nelle attività di volontariato organizzate dal liceo G. Banzi Bazoli di Lecce e nelle raccolte di fondi da destinare alle persone più bisognose. Ha aderito a varie iniziative proposte dall’Associazione ‘Libera contro le mafie’ e dall’Associazione ‘Angeli di quartiere di Lecce’. Inoltre, nel corrente anno scolastico, si è candidato come rappresentante di istituto proponendo un corso sul volontariato di 30 ore, da svolgersi nel pomeriggio, dove sperimentare forme di impegno solidale e, nel contempo, far conoscere e approfondire il volontariato e il Terzo settore come motori dello sviluppo sociale. Andrea è stato eletto rappresentante d’istituto e ora la sua proposta si è trasformata in un progetto per il liceo.

Lorenzo Cerutti, 21/11/2003, residente a Milano – Per aver aiutato le persone anziane, con minore dimestichezza nell’uso dei mezzi informatici, a utilizzare le piattaforme per la prenotazione dei vaccini. Anche grazie a questa alleanza tra giovani e anziani, il nostro Paese è riuscito ad alzare il livello di protezione dal virus.

Lorenzo, insieme al suo gruppo scout AGESCI, ha preso l’impegno di aiutare quanti avevano difficoltà a prenotare i vaccini servendosi della piattaforma realizzata dalla Regione. Questi ragazzi hanno svolto un importante servizio di front office, e si sono messi generosamente a disposizione di chi aveva minore dimestichezza con i computer. Lorenzo ha operato a San Giacomo milanese, uno dei quartieri più popolari, dove vivono tante persone anziane e dove l’aiuto dei giovani è così divenuto particolarmente prezioso.

Maria Ester Contrera, 25/06/2002, residente a Palermo – Per la forza mostrata nel reagire alle avversità di una malattia rara, conseguendo la maturità nonostante i molti impedimenti e trasmettendo, con la sua passione, fiducia e speranza tra gli amici e i compagni di classe.

Maria Ester è affetta da una rara patologia che la costringe a lunghi ricoveri. Nei cinque anni del liceo, è riuscita a trascorrere accanto ai suoi compagni meno della metà dei mesi di scuola. Il Covid ha aggravato questa condizione, costringendo Maria Ester a studiare prevalentemente in corsia d’ospedale. Ma lei voleva concludere con successo il liceo per iscriversi all’università. E ci è riuscita, non ha mai mollato. Il suo impegno per lo studio ha positivamente colpito gli insegnanti ed è stata una testimonianza viva, importante per i compagni e per gli amici. Le è costato molta fatica stare al passo con i programmi, anche perché la malattia la costringeva a ripetuti, e non brevi, periodi di sosta. La caparbietà con cui ha conseguito gli obiettivi e con cui si propone di andare ancora avanti, sono diventati un esempio per chi le sta vicino.

Alessio Cozzolino, 10/12/2002, residente a Terralba (OR) – Per l’impegno e la competenza con cui affronta i grandi temi ambientali e il loro riflesso sulla coesione e la giustizia sociale. La sua attività di giornalista è diventata sempre più intensa negli anni del liceo, e ora è riconosciuta e apprezzata a livello di importanti testate nazionali.

Alessio ha sempre ottenuto al liceo risultati scolastici eccellenti, e dall’età di 14 anni scrive per quotidiani locali e per testate nazionali e internazionali. Si occupa, con particolare impegno e passione, di ambiente e delle ricadute sociali dei grandi temi ecologici irrisolti. Ha creato un giornale on line su cui hanno scritto diversi suoi compagni di scuola. Durante la pandemia ha affinato la propria vocazione di giornalista, approfondendo le questioni della transizione ecologica e del necessario equilibrio ambientale da ripristinare, per evitare gravi conseguenze su persone e comunità. Nei suoi articoli e con le sue interviste, Alessio propone con nuove chiavi il tema del contrasto alle disuguaglianze. Crede in un’Italia migliore, da costruire mettendo al centro i giovani e l’equilibrio ambientale e sociale necessario per uno sviluppo davvero sostenibile.

Francesco D’Antonangelo, 03/03/2007 e Davide Pietricola, 16/08/2007 residenti a Latina – Per aver dato, insieme, una prova di integrazione e di amicizia. L’impegno generoso nel giornalino della scuola è diventato motivo di crescita per entrambi, e anche testimonianza positiva per i compagni e per i docenti.  

Francesco è appassionato di letteratura e giornalismo, ed è anche un esperto di tecnologie informatiche. Nei tre anni della scuola secondaria di primo grado si è distinto per un forte senso civico e per la generosità con cui ha contribuito all’inclusione di un compagno di classe “speciale”: Davide. Davide ha una disabilità fisica e la comunicazione verbale è per lui faticosa. Francesco gli è stato vicino anche durante il lockdown, aiutandolo ad esprimersi nel contesto scolastico e con gli amici. Tra i due è nata una profonda amicizia. Francesco è il capo redattore del giornalino della scuola e ha voluto Davide come vice capo redattore. Hanno affrontato questa avventura con passione ed entusiasmo, coinvolgendo attivamente compagni, docenti e genitori. Emozionante è stata un’intervista trasmessa sul canale Youtube della scuola, in cui Francesco e Davide hanno fatto il bilancio dell’anno scolastico trascorso durante la pandemia.

Daniele De Angelis, 19/01/2007, residente a Marano di Napoli (NA) – Per l’aiuto offerto nella scuola e anche all’interno della famiglia nei momenti più duri della pandemia. Grazie al suo impegno, i cugini più piccoli sono riusciti a seguire la didattica a distanza nonostante l’assenza da casa dei genitori che, da infermieri, erano impegnati in turni estenuanti nel reparto Covid dell’ospedale.  

Gli zii di Daniele sono due infermieri, costretti nella fase più dura della pandemia a turni estenuanti nel reparto Covid dell’ospedale. Molto spesso sono stati costretti a lasciare i figli con gli anziani nonni in un Comune diverso dalla loro residenza. Daniele studia con profitto, segue le diverse attività promosse dalla scuola e svolge anche il compito di rappresentante di classe. Mostra spirito di solidarietà verso i compagni, aiutandoli quando hanno problemi nello studio, e non si è sottratto a dare una mano in famiglia ai cugini più piccoli, quando si sono trovati in difficoltà. Li ha seguiti telefonicamente e da remoto sul PC, sostenendoli nei compiti, risolvendo problematiche tecniche di connessione e caricando i documenti dei bambini sui vari portali scolastici. La pandemia ha posto in evidenza il valore del sostegno interno alle famiglie. Il senso di responsabilità di Davide verso i più piccoli è stato per gli zii di grande conforto. La zia ha raccontato che Davide una sera le disse al telefono: “Ci penso io a Sara, tu stai tranquilla e salva quante più vite umane puoi”.

Pamela Di Carlo, 21/02/2002, residente a Savona – Per il senso di solidarietà con cui trasmette ai più giovani le esperienze e i valori acquisiti nella comunità in cui ha vissuto. Ora, nel Care Leavers network, in cui si è formata, è diventata una volontaria attiva e preziosa.

Pamela vive in una comunità da quando era molto piccola. Ha una sorella con cui ha condiviso gran parte del periodo in accoglienza, e un fratello disabile, poi tornato a casa con la madre. Con grande responsabilità si è sempre presa cura dei due fratelli. Pamela ha conseguito il diploma alla scuola alberghiera specializzandosi in pasticceria. Partecipa con entusiasmo da volontaria alle attività del “Care Leaversnetwork” dell’Associazione “Agevolando”. Questo impegno è per lei occasione per contribuire, insieme ad altri, a migliorare l’accoglienza e la fase di transizione verso la piena autonomia di tanti ragazzi e ragazze che hanno dovuto affrontare le sue stesse difficoltà. In quest’ultimo anno Pamela ha anche partecipato attivamente al progetto “Rockability”, finalizzato a un coinvolgimento attivo dei giovani nel territorio. Nel progetto ha affiancato lo staff e ha anche assunto il ruolo di formatrice per un gruppo di Care Leavers.

Gennaro Dragone, 28/06/2010, residente a Napoli – Per la tenacia e l’impegno civico con i quali si fa portavoce, nel suo quartiere, del progetto di “comunità energetica e solidale”, finalizzato a produrre e condividere energia pulita. Nonostante la giovanissima età è diventato un motivatore ascoltato dagli adulti, e quindi uno degli artefici del progetto. 

Gennaro frequenta la prima media. E un ragazzo curioso, sensibile, attento alle tematiche sociali. Partecipa attivamente al progetto della Fondazione Famiglia di Maria e di Legambiente, volto a creare “la prima comunità energetica e solidale del Centro Sud”. Sul tetto della sede della Fondazione è stato installato un impianto solare, e per la prima volta in Italia l’energia prodotta sarà condivisa tra quaranta famiglie del quartiere. Il quartiere è San Giovanni a Teduccio, e Gennaro, pur con la sua giovane età, ha svolto un ruolo di motivatore per la costituzione della comunità energetica: porta a porta, ha spiegato ai vicini adulti il senso e i vantaggi dell’iniziativa. Si è reso protagonista, insieme agli educatori, di percorsi di pedagogia ambientale e di cittadinanza attiva, monitorando i consumi elettrici e le dispersioni di calore. L’altruismo e il senso di comunità sono diventati per Gennaro strumenti per migliorare la vita del suo quartiere.

Miriam El Ouazani, 15/04/2002, residente a Cava dei Tirreni (SA) – Per l’impegno con cui si dedica alla crescita dei ragazzi “fuori famiglia”. È diventata maggiorenne in una comunità di care leavers, dove è stata esempio di generosità e attenzione per i piccoli, e ora affronta pubblicamente il tema dell’affido, così problematico, quando questi ragazzi giungono alla maggiore età.

Miriam è cresciuta a Salerno, in una comunità in cui era la più grande tra i bambini ospitati. Ha aiutato i più piccoli, e anche gli operatori, comportandosi come una sorella maggiore e divenendo un modello per la sua affidabilità, per la cordialità e la compostezza. Compiuti 18 anni, il Servizio sociale non le ha concesso altro tempo in struttura e così lei è tornata dai nonni (che contribuisce ad accudire). Presso la comunità in cui è cresciuta, però, ha deciso di formarsi come operatore sociale e di svolgere il tirocinio per conseguire il titolo di “assistente educativo all’infanzia”. Miriam è partecipe del “Care Leavers network” di “Agevolando”, una rete di giovani che, come lei, sono cresciuti “fuori famiglia”, e nel corso di conferenze regionali ha svolto il ruolo di relatrice, sollevando in particolare il tema dell’affido dei ragazzi maggiorenni, ai quali spesso è preclusa questa opportunità perché non ci sono famiglie o persone disponibili.

Giulia Galieti, 02/06/2003, residente a Roma – Per aver ideato e realizzato un video originale, a sostegno della vaccinazione anti Covid, quando ancora la campagna era in fase di avvio e incerte erano le percentuali di adesione tra i giovani, come nella popolazione più adulta.

Studentessa del liceo artistico, desiderosa di fare la sua parte per spingere le persone a vaccinarsi contro il Covid, ha realizzato un video che è riuscito a fare breccia sul web in termini di diffusione. “Il vaccino non è una scelta”: questo il titolo scelto da Giulia. Eravamo allora in avvio della campagna vaccinale e ancora c’era grande incertezza sull’entità delle adesioni. Giulia ha voluto raccontare, con grande semplicità attraverso una animazione, la storia di una persona all’inizio contraria alla vaccinazione, ma poi convinta ad accettarla dalle sofferenze e dalla morte di altre persone di sua conoscenza. La studentessa, che frequenta il liceo cine-tv “Rossellini”, ha spiegato così il suo lavoro: “Ho fatto il video sperando di arrivare a più persone possibili e magari convincere qualche scettico. Credo che il cambiamento possa partire da ognuno di noi”.

Giorgia Greco, 01/03/2007, residente a Muggiò (MB) – Per aver affrontato con coraggio le conseguenze di un intervento chirurgico molto invasivo, e per essere riuscita a tornare a ballare, coronando una passione coltivata fin da bambina. La sua tenacia è ora un esempio che si accompagna al sorriso e alla gentilezza.

Giorgia è cresciuta a Niguarda, quartiere di Milano. Fin da piccola, già all’età di 4 anni, aveva scoperto la passione per la ginnastica ritmica. Tre anni più tardi le è stato diagnosticato un tumore osseo che l’ha costretta all’amputazione di una gamba. L’intervento chirurgico, le terapie e i ripetuti controlli medici non hanno fatto perdere a Giorgia la passione per la ginnastica e lei ha lottato strenuamente per continuare a praticarla. E’ riuscita nel suo obiettivo entrando nella compagnia Sesto RitmicDreams di Sesto San Giovanni. L’anno scorso si è esibita nel programma “Italia’s Got Talent” conquistando la finale. Solare e ben disposta verso il prossimo, Giorgia è un esempio di determinazione e coraggio per i coetanei e per tutti coloro a cui la vita ha imposto una battuta di arresto. Negli ultimi anni ha partecipato al progetto REACT sostenuto da “Coni i bambini” e anche in questo contesto si è distinta per il suo sorriso e la sua sensibilità.

Aya Jedidi, 09/11/2009, residente a Maracalagonis (CA) – Per aver aiutato e favorito l’integrazione di una compagna di classe proveniente dal Marocco e priva della conoscenza della lingua italiana. Lei, che parla sia l’italiano che l’arabo, si è fatta “ponte” per gli insegnanti e per gli altri compagni. Sempre con grande disponibilità e cortesia.

Aya è nata in una famiglia di origini marocchine, dunque comprende e parla correntemente la lingua araba. Grazie a questa conoscenza, fin dall’inizio dell’anno scolastico, la giovanissima Aya ha aiutato una compagna appena arrivata dal Marocco che non parlava, né comprendeva la lingua italiana. Per lei ha tradotto lezioni di varie discipline, sia durante la didattica a distanza che nei giorni di frequenza in classe, svolgendo di fatto il ruolo di “intermediario linguistico”. Aya è stata un ponte prezioso per i docenti e per i compagni, sempre pronta a offrire chiarimenti o spiegazioni, nei contesti didattici come in quelli ricreativi. Il suo slancio di solidarietà attraverso gesti spontanei e gentili ha conquistato i compagni e per questo è riconosciuta come un modello di buoni comportamenti.

Rebecca Lucchesi, 17/06/2004, residente a Bagni di Lucca (LU) – Per l’energia e la creatività con cui svolge il suo servizio di volontariato, essendo diventata un punto di riferimento per un gruppo di giovani e per l’intero comitato della Croce Rossa. Le sue abilità informatiche le hanno anche permesso di innovare la comunicazione e quindi di coinvolgere maggiormente l’intera comunità di riferimento.

Rebecca, nonostante la giovane età, svolge un ruolo essenziale nel comitato della Croce Rossa di Bagni di Lucca. Con grande maturità e serietà ha partecipato, durante la fase più acuta della pandemia e anche dopo, alle attività di volontariato in favore delle persone più vulnerabili. Divenuta referente del “media team”, ha coordinato un gruppo di giovani, che ha dato vita a una comunicazione innovativa e partecipativa, capace di sensibilizzare la comunità sui servizi prestati dalla Croce Rossa. L’energia di Rebecca è stata inoltre fondamentale per l’attuazione di un progetto finalizzato ad alleviare le forme più gravi di povertà attraverso varie misure di inclusione sociale, tra cui i servizi di distribuzione viveri e di altri beni di prima necessità. In quest’ambito, la giovane volontaria di Bagni di Lucca ha curato le relazioni con altri enti del territorio e ha curato la piattaforma dedicata, aggiornandola con una grossa mole di dati sulle richieste degli utenti e le procedure di consegna.

Alessio Manfredi Selvaggi, 22/03/2005, residente a Campobasso – Per la testimonianza, offerta anche attraverso testi scritti, sul valore irrinunciabile e positivo delle diversità. Grazie alle sue abilità al computer ha anche aiutato a cogliere aspetti positivi nella didattica a distanza.  

A quindici anni Alessio ha vinto il premio letterario intitolato allo scrittore molisano Michele Buldrini (sezione Scuola), per un testo dal titolo “Diverso da chi”. Un inno al valore della diversità e una contestazione di ogni forma di discriminazione. “Nessuno – ha scritto – può decidere chi è diverso e chi no e da che cosa”. Alessio ha la sindrome di down ma è anche un nativo digitale, e al computer ci sa fare, come, e talvolta, più dei suoi compagni. Frequenta l’Istituto tecnico ed è uno studente impegnato. In tempo di didattica a distanza, si è segnalato per aver dato testimonianza dell’esperienza, dal suo punto di vista positiva, della didattica a distanza: “Deve recuperare chi non studia, – così si è espresso Alessio commentando le critiche alla Didattica a distanza –  non chi come me e tanti altri studenti impara e studia lo stesso e si fa sei ore di DAD con educazione e attenzione!! Io sono autonomo davanti al computer, più che a scuola in presenza”. La sua è una prospettiva che fa riflettere e può aiutare a considerare aspetti della didattica a distanza che è bene non dimenticare anche ora che la scuola è tornata in presenza.  

Federica Mauro, 06/07/2003, residente ad Arezzo – Per aver scoperto che la pittura può essere più forte della sua condizione di difficoltà. Così i settecento anni dalla morte di Dante sono diventati occasione per manifestare una potenzialità espressiva, altrimenti nascosta.

Il lavoro di Federica è stato scelto dalla Dante Society di Londra come locandina del concorso artistico internazionale “Dante 700”, volto a celebrare il settecentenariodalla morte del sommo poeta. L’Accademia della Crusca ha voluto proporre l’opera di Federica come immagine di copertina del volume «Dante l’Italiano», che sarà presentato in occasione della ventunesima settimana della lingua italiana nel mondo e che sarà inviato a tutte le ambasciate, consolati e centri studi italiani nel mondo. Federica è una ragazza autistica, ma la pittura le ha consentito di esprimere una sensibilità, e di manifestare una potenzialità, che la sua forma di disabilità tendeva a celare. Si può dire che la pittura è stata una leva per oltrepassare i limiti posti dalle sue difficoltà. Il suo disegno è molto originale, ha ben poco di accademico o di tradizionale, ma anche per questo ha destato interesse e apprezzamento.

Michelangelo Melchiorri, 02/07/2002, residente a Macerata – Per il generoso impegno di volontario in diversi ambiti della vita sociale. Sostegno ai più deboli durante le fasi più acute della pandemia, protezione civile, pronto soccorso, attenzione ai bambini: l’altruismo rende più forte una comunità.

Durante l’emergenza Covid-19, Michelangelo ha prestato servizio volontario presso “Croce Verde Macerata”, entrando in contatto con pazienti ed ambienti ad alto rischio e imponendosi pertanto strette misure di sicurezza anche in casa al fine di proteggere i propri cari. Ha frequentato il corso d’addestramento dei Vigili del fuoco volontari, ottenendo la qualifica col massimo dei voti e riuscendo a conciliare questa attività con l’impegno scolastico: ha superato infatti l’esame di maturità proprio il giorno successivo a quello da Vigile del fuoco volontario. Ha collaborato alla fondazione dell’associazione di servizio e soccorso sanitario “H.R. Soccorso”. E, grazie alla formazione sanitaria acquisita, si è distinto in attività di primo soccorso in diverse occasioni. E’ impegnato anche come scout e partecipa ad iniziative di volontariato in favore di bambini e delle persone più deboli, oltre che a progetti mirati alla salvaguardia dell’ambiente.

Matteo e Simone Mrissa, 09/06/2003, residenti a Pianezza (TO) – Per essere diventati, insieme, esempio di generosità e impegno in favore della comunità durante la pandemia, e anche oltre le fasi più acute dell’emergenza. Una prova ulteriore che il volontariato arricchisce il patrimonio comune proprio perché tende la mano a chi si trova nel bisogno.

Matteo e Simone hanno mostrato grande altruismo nel periodo della pandemia e sono diventati, insieme, un esempio di generosità e dedizione al servizio di chi si trova in condizioni di bisogno. Provengono da una famiglia non agiata e il loro impegno di volontariato non ha impedito ad entrambi buoni risultati scolastici. I due fratelli sono una risorsa insostituibile per l’associazione Civess (Corpo italiano volontari emergenze soccorso e solidarietà). Hanno partecipato con assiduità alla distribuzione di mascherine, di viveri, di derrate alimentari agli indigenti e alle famiglie in quarantena. Hanno svolto con passione altri servizi in favore della comunità, come il servizio “pedibus” (accompagnamento dei più piccoli a scuola) e l’assistenza per favorire il distanziamento tra le persone nelle aree di mercato e per rilevare le temperature. Hanno fornito inoltre il proprio valido supporto nella preparazione di viveri per i poveri della città di Torino consentendo così ad altri volontari interventi di emergenza, specie nei periodi di lockdown.

Betsalot Dereje Negatu, 22/10/2005, residente a Bari – Per aver conquistato una borsa di studio, grazie al suo impegno nell’integrazione, e averne poi diviso il valore economico con un’amica che vive le sue stesse difficoltà ed è animata dalle stesse speranze.

Betsalot è originaria dell’Etiopia e frequenta da un anno il liceo linguistico a Bari. Da sei anni è in Italia con il papà. Ha sempre partecipato con impegno alle attività di integrazione che le sono state proposte, migliorando i voti a scuola e raggiungendo il suo primo traguardo con il superamento dell’esame di licenza media. Il suo percorso poteva però incontrare nuovi ostacoli, vista la fragilità economica della famiglia e il lavoro che costringeva il padre, unica figura adulta di riferimento, a una scarsa presenza in casa: per questo Betsalot è stata scelta come beneficiaria della borsa di studio di Save the Children nell’ambito del progetto ‘Fuoriclasse’. La borsa di studio mira a fornire un supporto economico e anche un accompagnamento da parte di un tutor dedicato. Ha così destato stupore la decisione della ragazza di condividere la borsa di studio con la sua migliore amica, Ididdia, anche lei di origini etiopi, la cui famiglia la accoglie quando il papà è impegnato con il lavoro. Dividersi i 500 euro annui della borsa di studio assume un grande valore di amicizia e costituisce anche un impegno ad affrontare insieme le difficoltà quotidiane.

Benedetta Petrongari, 24/06/2008, residente a Greccio (RI) – Per l’amicizia semplice e spontanea con cui ha aiutato un compagno di classe affetto da disturbi nell’interazione sociale. Il suo supporto generoso, dentro e fuori la scuola, è diventato un ponte che ha spezzato l’isolamento.

Benedetta, con semplicità e spensieratezza, ha svolto una importante azione di supporto e integrazione per un suo compagno di classe, Gabriele, affetto da autismo. La socialità di Gabriele, prima dell’incontro con Benedetta in prima media, era limitata alla sfera familiare. Come raccontato dalla madre di Gabriele, Benedetta “senza mai preoccuparsi del fatto che i tempi e i modi di Gabriele non appartenessero all’ordinarietà”, ha permesso al compagno di classe di “scoprire l’importanza di un’amicizia leggera e autentica, dedicando il suo tempo a lui in maniera disinteressata, proponendogli delle uscite, passeggiate al parco o gruppi di studio insieme ad altri compagni di scuola”. Il contributo fornito da Benedetta all’accresciuta socialità di Gabriele ha positivamente colpito i loro insegnanti e le persone che li conoscono, rafforzando i valori dell’amicizia e divenendo un prezioso esempio.

Andrea Pigato, 20/12/2003, residente a Romano DEzzellino (VI) – Per il talento mostrato nella giocoleria e per aver dimostrato come una malattia può essere trasformata in un’occasione per crescere e per esprimere la propria personalità. La giocoleria è anche una pratica coinvolgente, che può servire all’amicizia e alla socialità.

Andrea ha scoperto all’età di otto anni una patologia metabolica e ha accettato da subito l’onerosa terapia che lo accompagnerà per tutta la vita. Nel tempo si è reso capace di gestire la malattia in autonomia, con caparbietà e coraggio. Ne è testimonianza il suo impegno come volontario presso l’Associazione giovani diabetici. Ottimo studente, appassionato di pratica sportiva, così importante nella cura della sua malattia, si è rivelato un talento nella giocoleria. Fin dalla scuola secondaria di primo grado ha svolto volontariamente diverse attività laboratoriali nelle scuole e nei centri estivi, anche insegnando arti circensi ai bambini e coinvolgendo ragazzi disabili. Forte di una determinazione assoluta e di una maturità che tutti gli riconoscono, nel 2020 è entrato nel Guinness World Record in qualità di “The most juggling catches with three basketbalss in one minute”. Andrea è la testimonianza di come una malattia, o una difficoltà, possano essere trasformate in una opportunità di crescita e in una occasione per affermare la propria personalità.

Silvia Pomella, 02/07/2003, residente a Bolzano – Per aver affrontato la difficoltà psicologica con tanta voglia di superarla, per averne parlato apertamente con amici e compagni di classe, per aver trasferito la sua carica di energia in azioni di cittadinanza attiva sui temi dell’ambiente e dei diritti delle persone.

Silvia ha dovuto affrontare un periodo di fragilità psicologica. Ha combattuto la depressione con tenacia e ha reso pubblica la sua battaglia. Si è spesa sui temi legati alla salute mentale senza complessi, convinta che condividere le esperienze di sofferenza possa aiutare tutti coloro che vivono quelle situazioni. Silvia usa molto i social, e anche grazie ad essi è diventata un esempio tra i coetanei. In tanti apprezzano la sua grinta, la sua capacità di interagire, di coinvolgere le persone, di difendere i valori e le idee in cui crede. Silvia è molto impegnata sui temi ambientali, nel contrasto alle discriminazioni razziali e sessiste, nella difesa dei diritti umani. È anche rappresentante degli studenti nel Consiglio di istituto e nella Consulta provinciale degli studenti e delle studentesse.

Luca Ragosa, 04/06/2007, residente a Genova – Per avere, senza esitazione, tratto in salvo un amico, impedendogli di compiere un gesto definitivo.

Nel febbraio 2021, durante le lezioni di una classe di terza media, Luca si è accorto che un suo compagno stava scavalcando la finestra della classe probabilmente per buttarsi dalla balaustra e, senza esitazione, correndo un rischio personale, ha oltrepassato la finestra e trattenuto il compagno che nel frattempo aveva già una gamba oltre la ringhiera. Trascinandolo prima a terra e poi contro il muro fino all’arrivo dei professori, è riuscito a trarlo in salvo. Il resto della classe era rimasto impietrito, ma Luca, che aveva costruito un legame forte con l’amico, ne conosceva le difficoltà.

Esmeralda Serranò, 23/01/2003, Rovato (BS) – Per l’impegno profuso durante il lockdown a favore di bambini e ragazzi più piccoli, attraverso un sostegno nelle lezioni a distanza e l’ideazione di giochi e attività ricreative.

In periodo di lockdown, Esmeralda si è presa cura di un gruppo di bambini di una scuola secondaria di primo grado, trasmettendo loro speranza e gioia di vivere e aiutandoli, nel percorso educativo e scolastico, a superare le difficoltà delle lezioni a distanza. Nonostante il dilagare dei contagi nella sua comunità, Esmeralda ha svolto il ruolo di animatrice di un gruppo estivo, ideando per i bambini coinvolti giochi e momenti di ricreazione, con l’obiettivo di portare serenità e allegria anche nei momenti più duri della vita della comunità. 

Francesco Tortora, 19/01/2004, residente a Roccapiemonte (SA) – Per l’impegno ed il sostegno alla popolazione nel periodo di pandemia, e in particolare per l’aiuto fornito alle persone anziane nelle prenotazioni dei vaccini anti Covid e nelle procedure per il rilascio del Green pass.

Francesco è entrato a far parte del “Nucleo Protezione Civile Roccapiemonte” fin dall’età adolescenziale, dimostrando un interesse duraturo nel tempo per le azioni di volontariato e distinguendosi per l’impegno nelle sue attività e per lo spirito organizzativo. Durante la pandemia da Covid-19 si è particolarmente distinto nelle attività di sostegno alla popolazione con la raccolta e la distribuzione di beni alimentari, e ha assistito i cittadini, in particolare gli anziani, nell’iscrizione sulla piattaforma regionale per accedere al vaccino e nelle procedure per il rilascio del Green pass.

Aurora Vannucci, 17/05/2005, residente a Parma – Per aver interpretato, con la scrittura, i problemi e le speranze dei ragazzi della sua età. Ha intenzione di continuare a coltivare la sua passione per il racconto e il romanzo, per ora rivolti al pubblico più giovane.  

Aurora adora leggere e scrivere e da diversi anni è impegnata nella composizione di racconti e romanzi rivolti a ragazzi della sua età. Nel 2015 ha pubblicato una prima raccolta di racconti e nel 2016 il libro dal titolo “Vorrei la sesta elementare”. Ha poi continuato a coltivare la sua passione per la scrittura e ha già altri inediti in attesa di pubblicazione. Ha vinto molti concorsi nazionali ed internazionali. Ha partecipato a diversi festival letterari, oltre al Salone del libro di Torino. Il suo sogno, “da grande”, è diventare scrittrice di libri per ragazzi.

Chiara Vecchi, 26/08/2008, residente a Monteveglio (BO) – Per l’impegno nella scrittura che consente di esprimersi immaginando mondi lontani: con la letteratura nessun luogo è irraggiungibile.

Chiara è una giovanissima scrittrice. Vive a Monteveglio, piccolo comune del bolognese, da cui immagina mondi lontani, sfogliando le pagine dei libri. È l’autrice del libro “A New York tutto può cambiare”, una storia di amore e di amicizia, che aveva cominciato a scrivere già all’età di dieci anni. La scrittura è stata per Chiara un’alleata per affrontare le restrizioni imposte dal periodo di pandemia, e proprio grazie all’ideazione dei suoi racconti ha potuto esprimersi e uscire dalla solitudine. Negli scorsi anni, Chiara ha svolto attività di volontariato nella biblioteca di Monteveglio, leggendo favole ai più piccoli.

Le targhe

Istituto d’Istruzione Superiore “ITG-ITI” di Vibo Valentia

Un gruppo di studenti ha ideato un drone impollinatore e un rover in grado di segnalare l’effettiva necessità di irrigazione. Grazie al prototipo realizzato, i giovani dell’Iti-Itg di Vibo Valentia hanno vinto le Olimpiadi di robotica e ora la loro creazione può contribuire allo sviluppo di un’agricoltura sostenibile.

Radioimmaginaria di Bologna

Radioimmaginaria è una radio ideata dai giovani che trasmette per via digitale grazie all’impegno di più di 150 speaker adolescenti, i quali hanno continuato ad andare in onda durante tutto il periodo di lockdown, raccontando la vita dei propri coetanei in tempo di pandemia.

Laboratorio Artigianale “Cotti in Fragranza” del Carcere Minorile di Malaspina di Palermo

“Cotti in fragranza” è un laboratorio artigianale di prodotti da forno nato all’interno del Carcere Minorile Malaspina di Palermo. Imparando a fare impresa in modo responsabile, a prendere decisioni e a realizzare prodotti di qualità, i ragazzi diventano parte di un’impresa sociale e protagonisti del proprio futuro.

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