Più lavoro ai giovani grazie all’accordo tra volontariato e centri per l’impiego

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:07

Il Volontariato trevigiano scende in campo a favore dei giovani disoccupati. All’interno del bando “La vita non aspetta – Under 30” sono stati presentati tre progetti biennali per l’inserimento dei giovani esclusi dal mondo della scuola e del lavoro. Le attività hanno coinvolto 270 ragazzi e avviato 90 tirocini che hanno potato a 17 assunzioni definitive. Determinante il rapporto tra le Istituzioni e le Aziende Ulss che il Volontariato ha sviluppato per dar corpo alla propria azione progettuale.

Adriano Bordignon Presidente del Coordinamento Associazioni di Volontariato della Provincia di Treviso ha affermato durante la presentazione dell’iniziativa: “Abbiamo scelto con questi progetti di stare vicino a chi soffre della carenza di lavoro come mancanza di capacità a provvedere economicamente a se stesso ma anche come diminuzione di dignità. I giovani oggi sono probabilmente la categoria più fragile e meno sostenuta dalla nostra società. Vanno assolutamente aiutati a trovare il loro posto nella comunità e nel territorio in cui vivono”.

“Agorà” è il nome del primo progetto ha unito le forze di 24 realtà: dall’Ulss 7 al comune di Vittorio Veneto e 19 associazioni di volontariato o cooperative che operano in vari settori sul territorio. Ha impegnato 135 giovani in un età compresa tra i 15 e i 29 anni, e avviato 30 tirocini nelle realtà coinvolte,(cura della persona, verde pubblico, arte casearia, sartoria, marketing, serigrafia) ottenendo al termini 7 assunzioni definnitve a fine percorso.

“Mai più soli, casa ci isola” è il secondo progetto che ha permesso la formazione di volontari/facilitatori per l’accompagnamento di ragazzi alla ricerca di un impiego. Attraverso questa proposta sono nati 36 stage e 10 persone hanno ricevuto un contratto lavorativo. Per ultimo, “Diamoci dentro” un progetto che ha coinvolto 100 ragazzi sotto i 30 anni, reclusi nei due istituti penitenziari presenti a Treviso. L’iniziativa ha permesso di promuovere percorsi occupazionali esterni al carcere e dare vita a momenti di socializzazione per favorire il processo di reinserimento dei detenuti. Per l’occorrenza sono stati organizzati 77 eventi, attivati 25 tirocini lavorativi, con 2 assunzioni definitive a fine percorso e 5 prolungamenti di stage a carico delle aziende ospitanti.

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