Osservato il primo sistema binario di buchi neri in collisione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:19

Per la prima volta nella storia dell’astrofisica, sono stati direttamente osservati una coppia di buchi neri giganteschi così vicini che finiranno per collidere.

Sistema binario

La scoperta – pubblicata sull’Astrophysical Journal – si deve al gruppo di studio coordinato da Karishma Bansal dell’università americana del Nuovo Messico grazie al sistema di radiotelescopi americano Vlba che ha catturato i segnali radio emessi, su diverse frequenze, dai due corpi celesti nell’arco degli ultimi 20 anni. Le misure hanno permesso di calcolarli e di confermare che si tratta di un sistema binario.

Distanti 24 anni luce

“E’ il primo sistema di buchi neri mai osservato direttamente nel quale è possibile distinguere i due corpi celesti che si muovono l’uno rispetto all’altro”, ha detto uno degli autori, Greg Taylor, riportato da Ansa. “I due buchi neri – ha spiegato – si trovano al centro di una galassia distante circa 750 milioni di anni luce; complessivamente hanno una massa paragonabile a 15 miliardi di volte quella del Sole e sono separati fra loro da ‘appena’ 24 anni luce”.

Le onde gravitazionali

“È come se i due buchi neri fossero abbracciati in un valzer fatale”, ha osservato Gabriele Ghisellini, dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), sul sito Media Inaf. “Tra qualche milione di anni – ha proseguito Ghisellini – si fonderanno in un fuoco d’artificio di onde gravitazionali”.

L’onda gravitazionale è una deformazione della curvatura dello spaziotempo che si propaga come un’onda. La sua esistenza fu prevista nel 1916 da Albert Einstein come conseguenza della sua teoria della relatività generale, ma è stata confermata sperimentalmente solo nel 2016 grazie allo studio sulla fusione di due buchi neri distanti circa 1 miliardo e 300 milioni di anni luce dalla Terra.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.