L’INVIATO DEL PAPA “PROMUOVE” MEDJUGORJE

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Un’intervista rilasciata dall’arcivescovo di Varsavia mons. Henryk Hoser all’agenzia polacca Kai riaccende i riflettori su Medjugorje. L’inviato del Papa esprime un giudizio sostanzialmente positivo su quanto sta accadendo in Bosnia. Molti hanno interpretato le sue parole come un riconoscimento delle apparizioni mariane. In realtà, l’arcivescovo si è limitato a dire che da una parte anche i più scettici hanno ammesso la soprannaturalità delle prime apparizioni; dall’altra pensa che una decisione della Congregazione per la Dottrina della fede potrebbe arrivare entro l’anno e potrebbe essere favorevole al culto mariano. Su una cosa il prelato polacco è stato molto chiaro: il suo giudizio è positivo sul piano pastorale. E in fondo era l’incarico che gli aveva affidato Papa Francesco: verificare cosa è più opportuno fare di fronte a un fenomeno planetario. Gli aspetti pastorali, secondo monsignor Hoser, sono quelli più importanti. In estrema sintesi, l’arcivescovo pensa che non si può fermare un flusso di 2 milioni e mezzo di pellegrini ogni anno, che la Chiesa non può ignorare una devozione così imponente che ha portato a tante conversioni. Del resto, è il suo ragionamento, non è importante se la Vergine sia effettivamente apparsa o meno. Ci sono tanti santuari dove è viva la venerazione mariana senza che ci siano state apparizioni. Monsignor Hoser ha registrato una serie di aspetti positivi dal punto di vista pastorale: culto eucaristico, adorazione continua, vita sacramentale, lunghe code ai confessionali… perciò se la domanda è: vanno organizzati pellegrinaggi, anche con la presenza di sacerdoti, a Medjugorje? La risposta è senza dubbio sì.

Le apparizioni ripetute

E a chi contesta il fatto delle apparizioni ripetute nel tempo, quasi “a orologeria”, l’inviato del Papa risponde che anche Santa Faustina Kowalska ha parlato ogni giorno con Gesù per diversi anni e quindi questo non sarebbe un ostacolo al riconoscimento di un fenomeno soprannaturale.

L’opposizione della diocesi

Dunque il giudizio di monsignor Hoser è sicuramente positivo. Tutto il contrario di quello che pensa mons. Ratko Perić, il vescovo di Mostar, diocesi da cui dipende Medjugorje, che nel febbraio scorso pubblicò in italiano una lunga nota sul sito diocesano ribadendo che “La posizione di questa Curia per tutto questo periodo è stata chiara e risoluta: non si tratta di vere apparizioni della Beata Vergine Maria”.

Il parere del Papa

L’ultima parola senza dubbio spetta al Romano Pontefice, che nella conferenza stampa sul volo di ritorno da Fatima si espresse con queste parole: “Io personalmente preferisco la Madonna madre, nostra madre, e non la Madonna capo-ufficio telegrafico che tutti i giorni invia un messaggio a tale ora: questa non è la mamma di Gesù. Poi c’è l’aspetto spirituale e pastorale, gente che va lì e si converte, gente che incontra Dio, che cambia vita… Ma questo fatto spirituale-pastorale non si può negare”. E’ appunto sugli aspetti pastorali che si concentra ora l’attenzione della Chiesa, anche se è comprensibile la curiosità dei media e dei numerosi fedeli che hanno ricevuto tanti benefici spirituali di sapere se a Medjugorje è accaduto realmente qualcosa di straordinario. Lo stesso Pontefice aveva ricordato l’esito della commissione presieduta dal cardinale Ruini che aveva espresso un giudizio favorevole (pur con alcuni pareri contrari) sulle apparizioni della prima settimana mentre aveva manifestato dubbi su quelle successive. Francesco aveva assicurato che dopo la relazione di monsignor Hoser, alla fine “si dirà qualche parola”. Ora non rimane che attendere il suo pronunciamento.

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