Davos, l’appello dell’Unicef: “l’infanzia sia il pilastro del futuro”

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La voce forte dell’Unicef irrompe nel mezzo della comunità internazionale economica riunita a Davos per il quarantacinquesimo “World Economic Forum”, chiedendo un intervento che includa l’infanzia quale pilastro del futuro. Così l’Unicef riporta in “Agenda for Every Child”, un piano guida per i Nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Impossibile trascurare le continue violazioni ai diritti dei minori che i recenti conflitti vedono aumentare. Nel 2014, 230 milioni di bambini vivevano in zone colpite dalla guerra. Numeri che si commentano da soli. Un miliardo di bambini sotto i 15 anni subisce regolarmente punizioni fisiche e un quarto di tutte le ragazze tra i 15 e i 19 anni ha subito violenza fisica. Senza considerare la violenza sommersa.

Un’economia globale che miri allo sviluppo non può garantirsi un futuro certo se non preserva coloro che rappresentano la risorsa dello stesso, i bambini. Sette, sono i punti elencati da“Agenda for Every Child”, indispensabili per conseguire gli Obiettivi di Sviluppo: stop alla violenza sui bambini, cessazione della povertà infantile per eliminare quella globale, riduzione del tasso di mortalità infantile prevedibile nei nuclei familiari che vivono in condizioni di assoluta povertà. A seguire, un progetto che investa sugli adolescenti perché vengano informati sui rischi di malattia e violenza, la costituzione di fondi per assicurare, nei luoghi dove esiste alto rischio di contaminazione, igiene, sanità e acqua.

Infine il punto più critico da discutere e più complesso da concretizzare:la riduzione degli scontri armati che provocano le prime vittime proprio nell’infanzia. “Il mondo ha fatto significativi passi in avanti negli ultimi 15 anni, ma ancora milioni di bambini sono emarginati – dichiara il vice Direttore generale dell’Unicef Yoka Brandt – Questa è una grande opportunità per raggiungere i bambini che sono stati lasciati indietro. Le decisioni e gli investimenti che facciamo oggi determineranno il futuro di questa generazione e di quelle a venire. Tutti noi abbiamo un ruolo da giocare, leader politici, imprese e organizzazioni, individui e bambini stessi, per guidare il cambiamento e costruire un mondo migliore per tutti.”

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