Tank invisibili e fucili intelligenti: le armi del futuro a cui lavora Israele Tra mitra volanti e sistemi di riconoscimento facciale del nemico la guerra somiglierà sempre più a un videogame. Ma a morire saranno persone vere

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Carro armati invisibili, mitra volanti e fucili “sapienti”. La guerra in futuro somiglierà sempre più a un videogame, con la variabile che a morire non saranno avatar virtuali ma persone vere.

A svelare quali saranno le armi di domani è Israele. Fra queste vi sono tank di tipo “Carmel” indifferenti al lancio di razzi anticarro e che addirittura possono rendersi invisibili, almeno di notte. Vi sono anche fucili automatici (ad esempio gli M16 o gli israeliani Tabor) che micidialmente potranno sparare dal cielo, appesi a droni spettacolari, essendo manovrati da terra. E fucili “intelligenti”, il cui grilletto scatterà solo quando sarà matematicamente sicuro che il proiettile in canna colpirà l’obiettivo prescelto. Questo perfezionamento sembra particolarmente utile per quei soldati che siano giunti in posizione di tiro dopo aver compiuto uno sforzo fisico, ancora ansimanti. In quei frangenti, la precisione del primo colpo può significare la salvezza del militare di Israele.

In un Paese tuttora grato ai mezzi blindati che nella guerra del Kippur (1973) respinsero l’attacco congiunto di Egitto e Siria, e che peraltro va fiero del proprio carro armato Merkava (anche se e’ ora reputato un po’ goffo e massiccio) fa notizia in questi giorni la rivelazione che entro pochi anni entrerà in dotazione il ben più agile e scattante Carmel. Potrà essere manovrato da due soli carristi (invece che dai quattro di norma) i quali all’interno della torretta avranno la sensazione di essere come piloti di un aereo da combattimento. Avendo a disposizione ampi schermi per controllare la situazione non dovranno più rischiare la vita esponendo la testa fuori dall’abitacolo.

Se poi fossero impegnati in centri abitati, potranno sollevare le loro armi di bordo di oltre 60 gradi, per poter colpire così anche i piani alti degli edifici. Nei fantascientifici laboratori dell’Amministrazione per lo sviluppo delle armi del ministero della difesa si ricorre anche alle più moderne tecnologie per sviluppare apparecchi capaci di riconoscere volti in tempo reale, anche se protetti da barbe o da cappelli; e si lavora al “Sistema Fast”, che e’ capace di sparpagliare dall’aria sul terreno nemico un migliaio di piccoli sensori per chiuderlo così in maniera ermetica dal punto di vista dell’intelligence.

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