Bimbo morto per otite: indagati i genitori e il medico omeopata Secondo i primi risultati dell'autopsia, Francesco sarebbe morto per un'encefalite

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Il medico omeopata e i genitori di Francesco – il bambino di soli sette anni, morto per un’otite curata con farmaci omeopatici – sono stati iscritti nel registro degli indagati. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo.

I primi risultati dell’autopsia

Francesco, secondo i primi risultati dell’autopsia, è morto per un’encefalite, ossia un’infiammazione dell’encefalo, dopo essere stato curato per un’otite bilaterale solo con preparati omeopatici. Queste sono le prime indiscrezioni, in base a quanto riportato dall’Ansa, sull’autopsia che si è conclusa ad Ancona. L’esame autoptico è stato affidato al medico legale, il dottor Mauro Pesaresi, che è ancora in attesa di conoscere l’esito degli esami istologici e il dettaglio dei preparati omeopatici somministrati al bimbo per stabilire le cause dell’infezione.

Le indagini per omicidio colposo

La Procura di Urbino ha indagato per omicidio colposo Massimiliano Mecozzi, il medico che avrebbe tenuto in cura solo con metodi omeopatici, negli ultimi 15 giorni, il piccolo Francesco, morto all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona dopo aver contratto un’otite. I carabinieri hanno consegnato al medico un avviso di garanzia la notte scorsa, dopo aver perquisito la casa e sequestrato computer, farmaci e telefoni. Sono stati indagati anche i genitori del bambino che, su consiglio del dottor Mecozzi, non avrebbero somministrato antibiotici al figlio.

Iss: “La medicina tradizionale è l’unica medicina che conta”

“Se un’infezione batterica è grave non si può non ricorrere all’uso di farmaci tradizionali”. E’ quanto ha affermato il dirigente dell’Istituto superiore di sanità, Giovanni Rezza, in un’intervista rilasciata al Tg2000, commentando la morte del piccolo Francesco. “Da una parte c’è l’ansia dei genitori – ha aggiunto Rezza – la paura a utilizzare vaccini, farmaci, tutto ciò che è medicina tradizionale e questo paradossalmente porta a non curare gravi malattie. Dall’altra c’è un uso improprio di farmaci o prodotti di non provata efficacia”. “C’è una perdita di fiducia – ha sottolineato Rezza – nelle autorità costituite in genere, i medici pure ne fanno le spese. Forse in parte sono colpevoli di questa mancanza di fiducia. Bisogna perdere, tra virgolette perdere, più tempo con i pazienti, bisogna accudirli di più, bisogna essere più attenti alle loro esigenze. Se non c’è attenzione alla persona si può rischiare una perdita di fiducia nella medicina tradizionale che è l’unica medicina che veramente conta“.

Il nonno del bimbo: “L’omeopata ha spaventato i genitori”

“Il medico omeopata che aveva in cura mio nipote da 15 giorni, ha spaventato mia figlia e il marito; entrambi erano come paralizzati dalla paura. Per questo hanno aspettato prima di ricoverarlo in ospedale ad Urbino”. Sono queste le parole di Maurizio O., il nonno del piccolo Francesco, che ha rilasciato alcune dichiarazioni al Resto del Carlino di Pesaro. “Mia figlia e mio genero si fidavano di lui, perché anche in passato aveva già curato il piccolo con gli stessi metodi. Ma stavolta non avrebbero dovuto farlo, perché nonostante il peggioramento delle condizioni negli ultimi giorni, le febbri alte, due visite in studio e un video realizzato quando stava entrando in coma, il dottor Mecozzi , che tra l’altro li ha costretti a scegliere tra il pediatra e lui, l’ha scoraggiata dal portare il bambino in ospedale. E quando l’ha fatto – continua il nonno del minore – era troppo tardi. Ora voglio che paghi”.

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