Referendum, Renzi: “Resto solo se posso cambiare le cose, no a governi tecnici” Il premier a Rtl 102.5: "Se vince il No resta tutto come prima. Chi vuole fare strani pasticci dopo il voto li farà senza di me"

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Nessun governo tecnico o di scopo se vince il No. “Se qualcuno vuole fare strani pasticci dopo il voto li fa senza di me” ha detto Matteo Renzi a Rtl 102.5 ribadendo di non voler rimanere a “galleggiare” in caso di sconfitta del Sì. “Se i cittadini vogliono mantenere un sistema decrepito che non funziona io non posso essere quello che si mette d’accordo con gli altri partiti per fare un governo di scopo o un governicchio. Quello tecnico ce lo abbiamo già avuto più volte e sono salite le tasse”.

Il premier ha spiegato di non essere disposto “a stare ai giochini della vecchia politica. Non ce la faccio a restare abbarbicato a una poltrona con il gusto di mantenerla. Sto qui solo se posso cambiare le cose”. In caso di vittoria del No, in ogni caso, “rimane tutto come adesso, non ci sarà l’Armageddon o l’invasione delle cavallette“. Gli italiani, ha aggiunto, “non si devono far fregare dai politici, che cercano un pretesto per conservare i privilegi che hanno sempre avuto. Stanno cercando tanti pretesti per difendere i loro privilegi“.

 

Renzi ha rassicurato che il temuto, da tanti, combinato tra Italicum e nuova Costituzione non ci sarà. “Ormai – ha evidenziato – mi sembra evidente che si fa comunque la legge elettorale nuova, in ogni caso. Non ci vedo niente di male nell’Italicum perché il ballottaggio mi sembra la cosa più giusta. In Parlamento uno vuole una cosa, uno l’altra, uno le preferenze, uno i collegi che sono una cosa meravigliosa. Ma sia che vinca il Sì, sia che vinca il No la legge va cambiata“.

Il premier ha poi rilanciato la sfida di un faccia a faccia con Berlusconi e Grillo – “A quindici giorni dal voto, ribadisco che mi piacerebbe fare un confronto civile con Silvio Berlusconi e un confronto con Beppe Grillo, che sono i capi dei due partiti principali, insieme a quello che io rappresento. Possiamo farlo in radio, in tv: il problema non è dove farlo ma se accettano, ma mi piacerebbe un confronto civile, pacato. Grillo dice che vuole che io mi confronti con uno più giovane: sono disposto a farlo con il figlio di Casaleggio“.

Il premier ha anche risposto all’ex Cav che lo ha definto l’unico leader in questo momento in politica. “Con rispetto per Berlusconi, una volta mi definisce un pericoloso dittatore, un’altra volta un leader… Il fatto è che adesso c’è una riforma che anche gli elettori di Berlusconi, molti di quelli che in passato hanno votato Forza Italia, non possono non votare e fanno fatica a motivare un No che è dettato da antipatia per il governo in carica. Anche Berlusconi è d’accordo con la riforma ma poi ha tolto il sostegno dopo l’elezione di Mattarella“.

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