Il Pontefice all’Angelus: “Non bisogna lasciarsi ingannare, Dio non ci abbandona mai” Oggi è la Giornata italiana del ringraziamento per i frutti della terra e del lavoro umano

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“La nostra vita non si può perdere perché è nelle mani del Signore”. È quanto assicura Papa Francesco durante l’Angelus odierno in Piazza San Pietro. Gesù, spiega il Pontefice, sa che “c’è sempre chi specula sul bisogno umano di sicurezze” e mette in guardia dai tanti “falsi messia” che “anche oggi ci sono” esortando i discepoli a “non farsi terrorizzare e disorientare da guerre, rivoluzioni e calamità”, perché anch’esse fanno parte “della realtà di questo mondo”.

“La storia della Chiesa è ricca di esempi di persone che hanno sostenuto tribolazioni e sofferenze terribili con serenità, perché avevano la consapevolezza di essere saldamente nelle mani di Dio. Egli è un Padre fedele, è un Padre premuroso, che non abbandona i suoi figli. Dio non ci abbandona mai! Mai! E questa certezza dobbiamo averla nel cuore: Dio non ci abbandona mai”, ha assicurato.

Riflettendo sul brano evangelico di Luca dedicato al discorso di Gesù “sugli ultimi tempi”, il Pontefice ha sottolineato come Cristo voglia far capire, pure “a noi oggi”, che le costruzioni umane, “anche le più sacre”, sono “passeggere” e non bisogna riporre in esse la nostra sicurezza. “Quante presunte certezze nella nostra vita pensavamo fossero definitive e poi si sono rivelate effimere! D’altra parte, quanti problemi ci sembravano senza uscita e poi sono stati superati”.

Il compito della comunità cristiana è quello dunque di “andare incontro al ‘giorno del Signore’”, affidandosi alla Vergine Maria: “Rimanere saldi nel Signore, in questa certezza che Lui non ci abbandona mai, camminare nella speranza, lavorare per costruire un mondo migliore, nonostante le difficoltà e gli avvenimenti tristi che segnano l’esistenza personale e collettiva, è ciò che veramente conta”.

Un pensiero, infine, al Giubileo della Misericordia nel giorno di chiusura delle Porte Sante nelle chiese cattedrali in tutte le diocesi del mondo: “L’Anno Santo ci ha sollecitati, da una parte, a tenere fisso lo sguardo verso il compimento del Regno di Dio e, dall’altra, a costruire il futuro su questa terra, lavorando per evangelizzare il presente, così da farne un tempo di salvezza per tutti”.

D’altra parte Dio, ricorda ancora Francesco, “conduce la nostra storia e conosce il fine ultimo delle cose e degli eventi”: perché è sotto lo sguardo misericordioso del Signore, assicura il Pontefice, che “si dipana la storia nel suo fluire incerto e nel suo intreccio di bene e di male” e tutto quello che succede è conservato in Lui.

Subito dopo l’Angelus, nella Giornata italiana del ringraziamento per i frutti della terra e del lavoro umano, il Pontefice ha auspicato che la madre terra sia “sempre coltivata in modo sostenibile”. “La Chiesa è accanto con simpatia e riconoscenza al mondo agricolo ed esorta a non dimenticare quanti, in varie parti del mondo, sono privi dei beni essenziali come il cibo e l’acqua”. Quindi, ha salutato i tanti pellegrini presenti in Piazza San Pietro, ringraziando in particolare “le associazioni che in questi giorni hanno animato il Giubileo delle persone emarginate”, ed ha voluto ricordare che in questa settimana è stato restituito alla devozione dei fedeli “il più antico crocifisso ligneo della Basilica di San Pietro”, risalente al quattordicesimo secolo: “Dopo un laborioso restauro è stato riportato all’antico splendore e sarà collocato nella cappella del Santissimo Sacramento, a ricordo del Giubileo della Misericordia”.

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