Ecco chi sono i 40 italiani ‘buoni’ premiati da Mattarella Onorificenze motu proprio del Capo Stato, storie di sacrificio e servizio

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l'incontro al Quirinale con il presidente del Sioi Franco Frattini e una delegazione di capi di Stato e di Governo in occasione di un simposio dedicato al dialogo interreligioso e interculturale. Roma, 27 gennaio 2016. ANSA/ Us Presidenza della Repubblica/ Paolo Giandotti +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

NOn sono eori,  e nessuno si sente di esserlo. Ma i 40 italiani che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha premiato motu proprio con onorificenze al merito della Repubblica italiana sono certamente il volto migliore di questa nazione. Uomini e donne che combattono contro criminalità e malattia, lottano per legalità e integrazione. Che salvano, curano, consolano, ascoltano, soccorrono. E credono in una parola vetusta e desueta: “sacrificio”. Cavalieri, ufficiali, commendatori: Mattarella ne ha premiato oggi l’eroismo quotidiano con titoli solenni, come lo scorso anno aveva fatto con altri italiani coraggiosi e buoni.

Ecco chi sono

Giuseppe La Rosa, il rescue swimmer della Guardia Costiera siciliana che salva i migranti a nuoto; Maria Rosa Volpe, la poliziotta di Agrigento che a terra aspetta gli “orfani del mare” con tenerezza e un biberon caldo; Norina Ventre, “mamma Africa”, che a Rosarno nutre ogni giorno 200 immigrati braccianti nei campi. E Jean Pierre Yvan Sagnet, per la sua battaglia contro il caporalato. C’è un premio per le appassionate indagini giornalistiche di Amalia De Simone e Michele Albanese contro camorra e criminalità, un compenso per l’infaticabile viaggiare nei paesi più poveri e arretrati del mondo del cardiochirurgo milanese Alessandro Frigiola, un riconoscimento per la clownterapia di Fiorella Tosoni e Nicola Tudisco, che regalano sorrisi in corsia nel dolce ricordo del loro Andrea, morto a 10 anni.

Premiata la resilienza di Francesco Maria De Ponte, primo laureato affetto da autismo, e di Leonardo Cenci, maratoneta con un cancro incurabile che ha corso a New York e a Roma. C’è il carabiniere Mario De Bellis, che ha salvato due bambini caduti in un pozzo, Sofia Corradi, l’inventrice del progetto Erasmus e Marco Sciammarella, direttore di un’orchestra diversamente abile.

Storie una più bella dell’altra. Come quella di Marco Bartoletti, 54 anni, imprenditore a Firenze e da oggi Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, che assume disabili e malati terminali di cancro nelle sue 8 aziende di accessori per la moda, e con il lavoro restituisce a queste persone la dignità.

L’Italia migliore: da Stefano D’Amico, medico eroe che si è tuffato nei Navigli per salvare la piccola di 7 mesi caduta in bici insieme alla sua mamma, a Emma Alatri, novantenne della comunità ebraica capitolina mai stanca di predicare contro l’odio razziale. E Francesco Morelli, diciottenne romano in vacanza con gli amici a Pescara del Tronto, che in una sera d’agosto si è ritrovato in un inferno di fumo calcinacci e scosse sismiche e ha salvato otto vite.

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Mattarella li riceverà e li premierà a gennaio, al Quirinale. Rappresentano quell’Italia che il Capo dello Stato ama portare sotto i riflettori, che trova logico indicare ad esempio. Tra le 40 nuove onorificenze al merito della Repubblica italiana (Omri) ci sono storie di dovere quotidiano e soccorso estremo, di forza morale e impegno per la legalità, coraggio imprenditoriale e amore per l’altro.

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