Costa d’Avorio, passa la riforma della Costituzione caldeggiata dal presidente Outtara A favore della modifica ha votato il 93,42% degli elettori. Bassa l'affluenza. Le opposizioni: "Colpo di Stato, si rischia una deriva monarchica"

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Il popolo della Costa d’Avorio ha approvato la nuova costituzione con il 93,42 dei consensi. I risultati sono stati diffusi dal presidente della Commissione elettorale indipendente, Youssouf Bakayoko, secondo il quale nel corso della consultazione tenutasi lo scorso 30 ottobre si sarebbe recato alle urne il 42,42% degli aventi diritto.

Secondo l’opposizione, che aveva invitato a boicottare il referendum, questo dato indicherebbe le divisioni interne di un Paese, sostengono, distante dalla politica dell’attuale presidente Alassane Outtara. Secondo il leader del Fronte popolare ivoriano la riforma sarebbe “un colpo di Stato costituzionale che porterà a una deriva monarchica del potere”.

La modifica della carta fondamentale era stata caldeggiata da Ouattara, nel corso della campagna elettorale che ha preceduto le ultime presidenziali. La legge costituzionale istituisce, tra le altre cose, un Senato dei territori e la carica di vicepresidente. Quest’ultimo viene eletto a suffragio universale insieme al capo dello Stato, come avviene negli Stati Uniti. Riformati anche i criteri di eleggibilità del presidente, dopo le aspre polemiche sorte negli ultimi anni.

La modifica esclude, in particolare, la necessità che entrambi i genitori dei candidati siano di cittadinanza ivoriana. Requisito, quest’ultimo, che aveva impedito a Outtara di correre per la massima carica nazionale sino al 2010. Vengono inoltre eliminati i limiti di 75 anni per gli aspiranti capi di Stato. Cosa che ha alimentato i timori delle opposizioni. Venendo meno questo limite, infatti, Outtara, che oggi ha 74 anni, potrà correre per un nuovo mandato.

 

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