Libia, la Banca Centrale apre i cordoni. Arrivano i soldi per i servizi al cittadino La Banca Centrale libica ostacolava la consegna dei fondi ottenuti dalla vendita di petrolio per sostenere la crescita del Paese

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I rappresentanti del Governo di accordo nazionale (Gna) e la Banca Centrale della Libia hanno raggiunto a Londra un accordo per la ripresa dei finanziamenti interni al Paese, attraverso il ricorso alle riserve della Banca Centrale per far fronte, con un ammontare di quasi 9 miliardi di euro, alle necessità più urgenti e consentire al Gna di offrire alcuni servizi essenziali alla popolazione. Evitato per ora il default.

L’intesa è stata raggiunta in seguito della riunione promossa a Londra dal Segretario di Stato Usa, John Kerry, e dal Ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni. E’ “un primo passo avanti nella stabilizzazione dell’economia e per la realizzazione di programmi prioritari per il Paese, inclusa l’erogazione dei servizi essenziali e la sicurezza dei cittadini”, spiega Gentiloni in una nota, esprimendo soddisfazione.

Il vertice era stato convocato per tentare di dare una risposta alla crisi finanziaria che attraversa la Libia e fare un ‘pressing’ sulla Banca centrale ed evitare il collasso economico. In particolare, per gestire il difficile rapporto tra il Consiglio presidenziale di al-Serraj e la Banca Centrale libica che ostacola la consegna dei fondi ottenuti dalla vendita di petrolio per sostenere la crescita del Paese in un momento politico complesso.

E’ stato inoltre definito un meccanismo di raccordo tra banca centrale e governo, per rendere più rapida ed efficace l’attuazione delle misure di politica economica. A tal fine, il premier libico Fayez al-Sarraj si è impegnato per promuovere la nomina di un Vice Ministro dell’economia e della finanze. Una riunione di verifica tecnica delle iniziative accordate a Londra si terrà a Roma il 17 novembre prossimo nello stesso formato.

 

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