I veri eroi da imitare

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Papa

Il primo novembre la Chiesa celebra la festa di Tutti i Santi. In questi giorni tutti, anche i non-credenti, sono invitati ad approfondire la conoscenza della vita e delle vicende dei tanti martiri e beati che hanno costellato la storia del Cristianesimo. I santi sono persone come noi che prima di convertirsi spesso sono stati anche dei grandi peccatori. Sono stati uomini di grande fede che hanno fornito esempi concreti da seguire ed imitare per costruire il Regno di Dio su questa terra, trasmettendoci la bellezza e la forza della santità e il linguaggio dell’eternità. I santi, distaccati dal male e immersi nella giustizia di Dio, sono coloro che hanno raggiunto l’apice della loro esistenza passando nella pienezza dell’amore. C’è un’enorme schiera di martiri e di missionari che hanno speso tutta la loro vita per seguire le orme di Gesù senza compromessi e con grande fedeltà. Chi incontra un cristiano si aspetta di vedere la luce di Dio sul suo volto proprio perché ha fatto della santità la sua vera identità.

Come sarebbe importante rievocare le vite dei Santi, parlarne con entusiasmo ai giovani, esaltare il bene che hanno compiuto… Invece accade spesso che una sorta di pseudo-cultura, depressa e deprimente, si occupi a propagare gli aspetti più negativi della vita crogiolandosi nel rappresentare il male, la devianza, la disperazione.

È necessario, anzi, urgente, recuperare e promuovere una cultura della vita, che, con la sua bellezza, offre esempi e modelli di speranza ai molti immersi in quella che Papa Francesco ha definito una “cultura di morte”, ormai imperante, di cui Halloween è uno strumento e una manifestazione. La festa delle zucche è, in realtà, una festa per zucche vuote.

Certamente molti tra educatori, insegnanti, catechisti, genitori, religiosi e sacerdoti dovrebbero chiedersi quanta passione si mette per infondere e trasmettere questa sana cultura della bellezza della vita o quanto magari, restando in silenzio, non si diventi complici di un mondo che vuole imporre sempre più l’assenza di Dio. La solennità cristiana di Ognissanti è un’occasione per tutti di tendere verso l’amore vero così come la commemorazione dei defunti è il miglior modo di ricordare e rispettare coloro che sono trapassati nella vita senza fine.

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1 COMMENT

  1. Bellissimo articolo Don Aldo! Dovremmo avere un po’ piu’ di coraggio e promuovere veglie di preghiera e catechesi dove al centro ci siano persone che hanno lasciato tracce di amore al loro passaggio: “Siamo fratelli di martiri e di santi!!!!!”- ci diceva Don Oreste, non perdiamo tempo a lamentarci ma facciamo tutto il bene che possiamo fare.

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