Giallo a Nerviano, rubate le reliquie di san Giovanni Bosco Il parroco della chiesa di San Francesco d'Assisi smentisce la pista satanica

360
reliquie

Si tinge di giallo la triste vicenda che ha colpito la comunità parrocchiale della chiesa di San Francesco d’Assisi di Nerviano, nella quale erano custodite alcune reliquie appartenenti a san Giovanni Bosco, trafugate da ignoti. Don William Maggioni, 37 anni, parroco da quattro anni della chiesa di Garbatola, piccola frazione di Nerviano, ha dichiarato: “Ma quale pista satanista. Se volevano, potevano rubare la scheggia della Croce di Cristo, che stava proprio là e non l’hanno fatto. Così come non hanno guardato le reliquie. I ladri volevano i reliquiari. Nient’altro. Anche se valgono poco dal punto di vista economico, li mettono all’asta su Internet, ricavando il più possibile. Quello dei reliquiari e degli ostensori è un traffico in grande crescita, mi creda. E così entrano in chiesa e li rubano”.

Tra domenica e lunedì, alcuni ignoti si sono mescolati tra i fedeli e in un momento hanno rubato due “ex indumentis” custoditi in altrettanti reliquiari a forma di croce, a loro volta inseriti in una teca facile da forzare, situata dietro l’altare. Nel primo contenitore vi era un minuscolo ritaglio della veste di san Giovanni Bosco, un pezzo di tesuto di tre per tre millimetri; nel secondo, un quadratino di stoffa delle stesse dimensioni del primo, ma ricavato dal mantello di Santa Teresa di Lisieux.

Sono reliquie di quasi nessun valore economico, tanto che molte chiese li distribuiscono gratis ai fedeli, spesso applicate in un’immaginetta del santo, e quasi invisibili. Per il parroco si tratta di un furto che non ha nulla che fare con la fede. “I malviventi erano interessati ai due reliquiari che contenevano i frammenti di stoffa. Si tratta di manufatti a forma di croce, alti circa trenta centimetri, fatti in legno e impreziositi da sottili lamine d’argento – ha proseguito don Maggioni -. Il loro valore non è particolare, poiché non sono stati fatti da qualche grande intagliatore”. Per il sacerdote si tratta di un vero e proprio traffico di oggetti d’arte di basso valore che, tuttavia, i banditi riescono a piazzare su piattaforme di scambio e vendita sul web, aumentandone il valore.

Aprendo uno di questi siti, conclude il parroco, “troverete decine e decine di ostensori o reliquiari che, a casa di chi li acquista online diventano basi per abat-jour, soprammobili o addirittura portafoto“. Al posto della reliquia, quindi, ci finisce la foto della fidanzata o della mamma. I carabinieri della compagnia di Legnano stanno indagando sul furto e hanno già visionato il contenuto del sistema di videoregistrazione esterno alla chiesa. Le forze del’ordine non negano che l’identificazione dei banditi potrebbe essere vicina.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS