BREXIT, SCHULZ A LONDRA: “NESSUN NEGOZIATO SENZA L’ARTICOLO 50”

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Niente negoziati sulla Brexit “senza notifica” dell’articolo 50. E comunque niente accordi ‘a la carte’, perché le quattro libertà fondamentali di movimento in Europa (dei beni, dei capitali, dei servizi, ma anche delle persone) restano “inseparabili”. Sono i paletti indicati oggi a Londra da Martin Schulz, presidente del parlamento europeo, durante un discorso alla London School of Economics (Lse) in cui ha ribadito la sollecitazione al governo britannico a far presto e ad attivare “quanto prima” l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, premessa dell’avvio dell’iter di divorzio dall’Ue.

Reduce dal suo primo faccia a faccia con Theresa May a Downing Street, Schulz si ha sottolineato di non considerare i britannici alla stregua di “disertori” per il voto favorevole alla Brexit del referendum di giugno. Ma alla Lse ha ribadito pure qualche monito. Innanzi tutto ha avvertito che “non ci possono essere negoziati senza notifica” dell’art. 50. E, pur affermando di comprendere “la complessità” della questione, ha invitato Londra a compiere questo passo “quanto prima possibile”.

Quindi ha ripetuto il “no” a qualunque “menu à la carte” e al tentativo di separare l’accesso al mercato unico europeo dall’obbligo di garantire la libertà di movimento delle persone, oltre che di tutelare i diritti dei cittadini comunitari già residenti nel Regno Unito e di mostrare “tolleranza zero” verso la xenofobia. Infine ha criticato un certo approccio britannico al tema immigrazione: non senza dirsi sarcasticamente “allibito” che in campagna referendaria ci fosse chi indicava come “migranti” i cittadini “polacchi o italiani che lavorano in Gran Bretagna” e come “expat i britannici che vivono in Spagna”.

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