ALLARME DELL’EUROPOL: “POSSIBILI ATTACCHI DELL’ISIS CON AUTOBOMBE” Il vicedirettore Wil van Gemert: "Vediamo sviluppi nel modo in cui il califfato attacca in Europa"

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Il vicedirettore di Europol Wil van Gemert, in un’intervista rilasciata all’Ansa, lancia l’allarme sui cambiamenti di strategia dell’Isis e su “possibili attacchi con nuovi mezzi e modalità”. Nel frattempo, il quotidiano belga Het Laatste Nieuws, pubblica trascrizioni di file audio del sedicente stato islamico che lasciano intendere come un giovane belga, entrato nelle fila del califfato, si potrebbe preparare a colpire. “Vediamo sviluppi” nel modo in cui l’Isis attacca in Europa, “è possibile” che per i suoi attentati “utilizzi nuovi strumenti o modalità. Sarebbe logico dopo ciò a cui abbiamo già assistito. Ad esempio ricorrendo all’uso di auto esplosive come faceva l’Ira”, spiega il vicedirettore di Europol.

Se si stima che un terzo dei foreign fighter partiti per la Siria siano rientrati in Europa e rappresentino una potenziale grave minaccia, è però “difficile dire quanti siano tornati a bordo dei barconi” mischiandosi al flusso dei migranti. Attualmente, col dispiegamento anche degli esperti di Europol negli hotspot in Grecia e Italia per i controlli secondari sui migranti arrivati, e con i pattugliamenti alle frontiere, gli Stati “stanno facendo fronte al problema”, ma “è possibile che ci siano state infiltrazioni in passato, tra le centinaia di migliaia arrivate lo scorso anno, molte delle quali entrate sottraendosi ai controlli”. Tuttavia, evidenzia van Gemert: “E’ interesse dell’Isis alimentare tensioni sui migranti in Europa”.

L’allarme arriva in concomitanza con la diffusione di un video, pubblicato sui siti dell’Isis, dove si vedono cinque bambini che assassinano prigionieri curdi. I piccoli boia, di età compresa tra i 10 e i 13 anni, sarebbero di nazionalità diverse: un egiziano, un curdo, un tunisino e un uzbeco. Uno di loro, bianco con occhi azzurri, è indicato come Abu Abdullah “al Britani”, cioè il britannico. Vestiti in abiti militari e armati con pistole, si trovano dietro a una fila di cinque uomini in ginocchio, vestiti come i detenuti. Secondo l’agenzia curda Rudaw, i cinque prigionieri sono guerriglieri curdi. “Nessuno può salvare i curdi, neanche con il supporto di America, Francia, Gran Bretagna, Germania e i diavoli dell’inferno” urla uno dei bambini. Poi, al grido di Allah Akbar, sollevano contemporaneamente la calibro nove e sparano alla nuca dei prigionieri.

 

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