CINA, DIALOGO APERTO SUGLI ARTICOLI DI DUE CARDINALI CATTOLICI DI HONG KONG I testi del cardinale cinese John Tong e del card. Joseph Zen pubblicati recentemente

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Hanno creato un fecondo dibattito gli articoli pubblicati la scorsa settimana dal cardinale cinese John Tong, sui dialoghi fra Cina e Santa Sede, e quello del card. Joseph Zen, che enuclea dubbi e difficoltà. John Tong Hon è un cardinale cattolico cinese, attuale vescovo di Hong Kong. L’ottantaquattrenne Joseph Zen Ze-kiun è anch’esso un cardinale cattolico cinese che in questo momento, vista l’età, ricopre l’incarico di Vescovo emerito di Hong Kong.

L’anziano cardinale Ze-kiun è stato criticato da molte personalità cattoliche cinesi, e non, in merito a un suo articolo in cui elencava con molto calore le sue perplessità sulla cosiddetta “Ostpolitik del Vaticano”, vale a dire la politica di normalizzazione dei rapporti con il governo della Repubblica popolare Cinese. Le sue preoccupazioni, comunque condivise da altri, sono le stesse di una parte considerevole della comunità sotterranea che si percepisce “dimenticata” dal Vaticano.

Il successivo articolo del card. Tong, al contrario, ha cercato di mostrare proprio che nei dialoghi fra Cina e Santa Sede, la parte vaticana non ha mai dimenticato le preoccupazioni delle comunità sotterranee, quali il riconoscimento dei vescovi non ufficiali e la liberazione di prelati in prigione. Al contempo però, alcuni fedeli esprimono scetticismo verso la sua visione ottimista, temendo che tali dialoghi non porteranno a nulla, dati i segnali di oppressione che il governo cinese sta attuando da tempo in diverse regioni del paese. Altri ancora – che chiedono l’anonimato – esprimono scetticismo soprattutto verso alcuni vescovi della Chiesa ufficiale, giudicati troppo legati al Partito che al Vaticano. La situazione dei cattolici in Cina rimane dunque complessa.

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