Perché leggere fa bene allo spirito

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Oggi siamo inondati dai testi. Non si riesce a leggere tutto. Migliaia dei giornali, settimanali, e-mail, messaggi, sms, tweet. Qualcuno fa notare che ormai si scrive più di quanto si legga. Ognuno vuole comunicare, condividere. E per questo esistono tanti media. Questa facilità nello scrivere fa venir meno la sensibilità per gli altri, la pazienza e l’attenzione necessarie per capirsi davvero. Gli altri non sono solo un testo, un messaggio. Richiedono un’approccio particolare. Un testo può aiutarci di capire il prossimo. Sarebbe il suo ruolo. Per questo deve essere giusto, saggio, ben misurato. Ogni cosa che scriviamo richiede una presa di responsabilità.

Leggere sembra ancora più impegnativo. Dobbiamo concedere tempo a qualcun altro, impegnarci per capirlo. Ci vuole una motivazione, specie in un momento, come quello attuale, in cui il tempo è diventato prezioso e ognuno lotta per essere notato. la lettura, tuttavia, richiede impegno. Per farlo bene bisogna pensare e sforzare immaginazione, memoria, talvolta creatività. Cose che non servono nel momento in cui guardiamo le immagini, le quali finiscono col sostituire una lettura impegnativa. Le sequenze visive stanno piano piano prendendo il posto dei libri. Sono più accessibili e ci consentono di risparmiare energie.

Possiamo tuttavia fare a meno di questa attività, fondamentale per gli esseri umani? Non si può scegliere bene senza pensare. Non si può vivere bene senza scegliere il giusto. In democrazia, poi, l’adozione di decisioni importanti dipende dalla formazione del pensiero. Ma non solo. Sin dai suoi inizi nel cristianesimo la lettura della Bibbia è considerata imprescindibile. Ovviamente ciò è dovuto alla tradizione ebraica, ma ha coltivato e sviluppato tanto l’importanza della lettura.

La Bibbia si leggeva non solo durante la liturgia. I monaci dall’Egitto, della Palestina e della Siria costruivano la loro vita spirituale proprio in base alla lettura biblica. Attraverso i versetti dei Sacri Testi formavano i loro discepoli, condividevano le loro esperienze. Nel Sacro Libro trovavano conforto e speranza.

Durante il medioevo la cultura monastica della lettura ha contribuito alla nascita della moderna società europea. Jean Leclercq, un monaco francese che studiava la spiritualità medievale ha intitolato il suo libro “L’amore delle lettere e il desiderio di Dio”. Un studioso americano, Alan Jacobs ha scritto un volume intitolato “Una teologia di lettura. L’ermeneutica di amore”. Ci sono altri libri simili in varie lingue.

La lettura ci aiuta a vivere pienamente la nostra condizione umana. Ci permette non solo di pensare, ma anche entrare nell’ambiente più intimo del nostro cuore. Lo schema classico di una lettura spirituale chiamata lectio divina comprendeva le seguenti fasi: lettura-meditazione-preghiera-contemplazione-azione. In questa prospettiva la lettura diventa un modo di integrare la nostra vita che ci consente di passare dallo studio e dalla riflessione alle attività vere e proprie. Allora proviamo! Il periodo delle vacanze estive sembra molto favorevole non solo per liberarsi dalla invasione della cultura visiva ma anche, magari, per iniziare qualche percorso spirituale.

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