ALL’ANGELUS IL DOLORE DI FRANCESCO PER L'”EFFERATO ATTENTATO” DI ISTANBUL Nella festa dei Santi Pietro e Paolo, patroni di Roma, il Pontefice ricorda le "colonne" sulle quali poggia la fede cattolica

694
  • English
angelus

“Ieri sera, a Istanbul, è stato compiuto un efferato attacco terroristico, che ha ucciso e ferito molte persone. Preghiamo per le vittime, per i familiari e per il caro popolo turco”. Le campane della basilica di San Pietro, tutta addobbata per la festa dei santi patroni, suonano a festa, ma il cuore del Pontefice è pieno di dolore per il vile attentato che ha scosso, ancora una volta, la Turchia. “Il Signore converta i cuori dei violenti – ha detto – e sostenga i nostri passi sulla via della pace. Preghiamo tutti in silenzio”.

L’Urbe, tuttavia, gioisce nel celebrare i suo santi patroni, gli apostoli Pietro e Paolo. Bergoglio ha invitato i fedeli a lodare Dio “per la loro predicazione e la loro testimonianza”. Infatti, è “sulla fede di questi due discepoli che si fonda la Chiesa di Roma”. Ma non solo la Capitale d’Italia li ricorda, “è l’intera Chiesa universale che guarda ad essi con ammirazione, considerandoli due colonne e due grandi luci che brillano non solo nel cielo di Roma, ma nel cuore dei credenti di Oriente e di Occidente”.

Il brano evangelico che narra la missione degli Apostoli, “ci dice che Gesù li inviò a due a due. In un certo senso anche Pietro e Paolo, dalla Terra Santa – ha proseguito il Papa -, furono mandati fino a Roma per predicare il Vangelo. Erano due uomini molto diversi l’uno dall’altro: Pietro un ‘umile pescatore’, Paolo ‘maestro e dottore’, come recita la liturgia odierna”. Ricordando il viaggio dei due, Francesco ha fatto notare che “se qui a Roma conosciamo Gesù, e se la fede cristiana è parte viva e fondamentale del patrimonio spirituale e della cultura di questo territorio, lo si deve al coraggio apostolico di questi due figli del Vicino Oriente”. Per “amore di Cristo”, hanno lasciato la loro terra e, “incuranti delle difficoltà del lungo viaggio e dei rischi e delle diffidenze che avrebbero incontrato, approdarono a Roma”, dove si fecero “annunciatori e testimoni del Vangelo” tra la gente, fino a suggellare “col martirio la loro missione di fede e di carità”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Idealmente, i due apostoli “oggi ritornano tra di noi, ripercorrono le strade di questa Città, bussano alla porta delle nostre case, ma soprattutto dei nostri cuori – ha detto il Papa -. Vogliono portare ancora una volta Gesù, il suo amore misericordioso, la sua consolazione, la sua pace”. E oggi più che mai “abbiamo tanto bisogno di questo! Accogliamo il loro messaggio! Facciamo tesoro della loro testimonianza! La fede schietta e salda di Pietro, il cuore grande e universale di Paolo ci aiuteranno ad essere cristiani gioiosi, fedeli al Vangelo e aperti all’incontro con tutti”.

Papa Francesco ha quindi salutato gli arcivescovi che ha nominato durante l’anno, e che oggi erano a concelebrare col Pontefice nella basilica vaticana la Santa Messa nella quale sono stati benedetti i Palli, il simbolo del pastore che guida il gregge. “Li incoraggio a proseguire con gioia la loro missione al servizio del Vangelo, in comunione con tutta la Chiesa e specialmente con la Sede di Pietro, come esprime proprio il segno del Pallio”. Durante la celebrazione eucaristica erano presenti anche i Membri della Delegazione venuta a Roma a nome del Patriarca Ecumenico, Bartolomeo. “Anche questa presenza – ha detto Francesco – è segno dei fraterni legami esistenti tra le nostre Chiese. Preghiamo perché si rafforzino sempre più i vincoli di comunione e la comune testimonianza”.

“Alla Vergine Maria, Salus Populi Romani, affidiamo oggi il mondo intero, e in particolare questa città di Roma, perché possa trovare sempre nei valori spirituali e morali di cui è ricca il fondamento della sua vita sociale e della sua missione in Italia, in Europa e nel mondo”.

Dopo l’Angelus, il saluto più caloroso è stato rivolto “ai fedeli di Roma, nella festa dei santi Pietro e Paolo, Patroni della Città! Per tale ricorrenza la “Pro Loco” di Roma ha promosso la tradizionale Infiorata, realizzata da diversi artisti e dai volontari del Servizio Civile. Grazie per questa iniziativa e per le belle rappresentazioni floreali! E desidero ricordare anche lo spettacolo pirotecnico che avrà luogo stasera a Piazza del Popolo, il cui ricavato andrà a sostegno di opere di carità in Terra Santa e nei Paesi del Medio Oriente”. Quindi, com’è ormai di rito, il caratteristico congedo: “A tutti voi auguro una buona festa, la festa dei Patroni di Roma. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!”

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS