DELITTO DELL’ALBERONE, IL FIGLIO CONFESSA: “HO UCCISO MIA MADRE, LA ODIAVO” Crolla il castello di menzogne costruito da Lorenzo Borghi. "Non la sopportavo più, non voleva dirmi chi era mio padre"

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via enea omicidio

Un odio profondo, un rancore provocato da quel velo di mistero che la madre ha sempre mantenuto circa l’identità del padre. Con questi sentimenti all’alba del 22 giugno Lorenzo Borghi (“Lollo” per amici e parenti) ha deciso di uccidere la mamma, Paola, ex funzionaria della Asl nella sua casa all’Alberone. L’ha soffocata e poi ha simulato una rapina. Ha denunciato lui stesso il delitto alla polizia. Ma sulla sua versione gli inquirenti hanno, sin da subito, dubitato. Le vie d’ingresso all’appartamento, infatti, non presentavano alcun segno di effrazione.

Nel pomeriggio, messo sotto torchio durante l’interrogatorio, Lollo ha confessato. “Si sono stato io ad uccidere mia madre – ha detto con freddezza e distacco agli investigatori -. Non la sopportavo più. La odiavo. Lei continuava a non volermi dire il nome di mio padre. Sono anni che glielo chiedevo ma inutilmente. Stanotte sono andato in camera sua e l’ho uccisa”. Il ragazzo è stato portato nel carcere di Regina Coeli con l’accusa di omicidio volontario. E’ stato accertato che la madre aveva prelevato dei soldi tramite il bancomat. Il figlio ha nascosto la somma raccontando che l’aveva portata via il rapinatore dopo avere ucciso la madre.

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