USA, LA NATIONAL RIFLE ASSOCIATION APRE SU ANTITERRORISMO La lobby delle armi americana sembra fare un passo indietro e decide di concedere un ritardo nella vendita per chi è sospettato di terrorismo

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La National rifle association (Nra), la lobby delle armi americana – un’ organizzazione che agisce in favore dei detentori di armi da fuoco – ha deciso di sostenere la proposta che prevede un “ritardo” nella vendita di pistole, fucili e simili, a chiunque sia nella lista di chi è sotto osservazione per  terrorismo. Con questa proposta si concedeno 3 giorni ai funzionari federali per dimostrare a un giudice che c’è un probabile motivo per bloccare chi è nella lista dall’acquistare armi. Un piccolo passo verso una regolamentazione più severa della vendita di pistole e fucili, in un Paese in cui la discussione sulle armi è molto accesa e sta dividendo l’opinione pubblica.

Il presidente Barack Obama ha più volte sottolineato la necessità di una revisione della legge. A poche ore dalla strage di Orlando, nella quale sono morte 50 persone a causa di un attacco terroristico, Obama aveva invitato i parlamentari a “cogliere il momento” e approvare la legge per il controllo delle armi. “Questo massacro è una prova ulteriore di quanto sia facile per una persona mettere le mani su un’arma che gli consente di ammazzare della gente in una scuola, in una chiesa, in un cinema o in un nightclub – aveva dichiarato Obama parlando qualche ora dopo l’attentato – Dobbiamo decidere che tipo di Paese vogliamo essere. Continuare a non fare nulla equivale a una scelta”.

Già nel 2013 il presidente aveva appoggiato il tentativo di far passare una legge che avrebbe reintrodotto il bando alle armi d’assalto e limitato il numero di proiettili per caricatore, ma la proposta fu respinta dal Senato a causa dell’opposizione dei repubblicani e di buona parte dei democratici. Inoltre, quasiasi tentativo volto a far passare una legge più restrittiva si è infranto contro l’enorme scoglio del Secondo Emendamento, che garantisce, appunto, il diritto di possedere armi.

Per quanto riguarda Donald Trump e la sua campagna elettorale, il magnate newyorchese ha sempre cercato l’appoggio della National Rifle Association e degli attivisti pro-gun, ma non si è mai espresso in maniera diretta sulla possibilità di rivedere o meno la legge, neanche dopo quanto accaduto a Orlando. “Ho il porto d’armi e so come si usa una pistola”, si è limitato a dichiarare durante una conferenza stampa.

 

 

 

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