UCCISO IN AFGHANISTAN IL NOTO FOTOREPORTER STATUNITENSE DAVID GILKEY Con lui è morto il collega afghano Zabihullah Tamanna; Gilkey aveva vinto numerosi premi per le sue inchieste giornalistiche in Paesi di guerra

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Sono stati uccisi durante un attacco dei talebani ad un convoglio dell’esercito di Kabul in ricognizione nei pressi di Marjah, nella provincia di Helmand, nel sud dell’Afghanistan, il giornalista e fotografo statunitense David Gilkey, 50 anni, e il suo collega interprete afghano Zabihullah Tamanna, 37 anni. Erano in un team di quattro inviati dell’emittente radiofonica National Public Radio (Npr) su uno dei cinque mezzi dell’esercito afghano colpito da una granata dei talebani. È rimasto ucciso anche l’autista, un soldato afghano. I due colleghi giornalisti di Gilkey nella squadra della Npr sono rimasti illesi.

Il fotoreporter americano era un “veterano” come inviato in Paesi in guerra, come Iraq, Gaza, Sudafrica, Liberia, Ruanda, Somalia, Balcani, e aveva ricevuto numerosi premi per le sue inchieste giornalistiche, tra cui il prestigioso “George Polk Award”, per il suo servizio sulle ferite al cervello dei soldati americani. Sul suo lavoro, aveva dichiarato:“Non è solo scattare foto, ma domandarsi se queste immagini e queste storie possono alterare la psiche tanto da spingere le persone a compiere certi atti”.

In 15 anni dall’intervento degli Stati Uniti in Afghanistan, sono 29 i giornalisti e operatori uccisi.

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