L’EREDITA’ DELL’ISIS: SCOPERTE NUOVE FOSSE COMUNI A PALMIRA I corpi ritrovati presentavano evidenti segni di torture e alcuni erano stati decapitati

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Trentuno corpi, tra cui quello di una donna e di un bambino, sono stati rinvenuti all’interno di una fossa comune scoperta dall’esercito del regime di Damasco nell’area a sudovest all’aeroporto di Palmira, nella zona orientale della provincia centrale di Homs. Lo rende noto una fonte della città di Palmira citata dall’agenzia di stampa Sana, spiegando che si tratta di vittime del sedicente Stato Islamico.

La fonte ha poi spiegato che sui corpi sono presenti evidenti segni di torture e che alcuni sono stati decapitati. Il primo aprile un’altra fossa comune era stata scoperta a nordest di Palmira con 40 tra donne e bambini uccisi dall’Isis. L’antico sito archeologico, conquistato dal Daesh nel maggio 2015, è stato liberato lo scorso marzo. Per l’esercito siriano si è trattato una vittoria di immagine, ma che ha assunto un valore strategico sia perché la città consente di controllare le rotte per l’Iraq e la Giordania, sia perché è un avamposto cruciale per la la ripresa di Raqqa e Deir-Ez-Zour.

Una vittoria di Damasco e dei suoi alleati Russia e Iran, che ha consentito loro di presentarsi agli Usa e all’Europa come alleati credibili ed efficaci nella lotta all’Isis e di rafforzare la loro posizione al tavolo di Ginevra. Frenando l’espansione dei jihadisti nella Siria occidentale, Palmira rappresenta anche un “cuscinetto” importante rispetto ai giacimenti di gas naturale presenti nella zona che garantiscono il rifornimento di elettricità alla Siria occidentale. I

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