BAGNASCO: UNIONI CIVILI “IDEOLOGICHE”. ALTRI I “VERI” PROBLEMI DEL PAESE All'Assemblea della Cei, il Presidente dei Vescovi italiani ha lanciato l'allarme sul “colpo finale” alla famiglia della pratica dell’utero in affitto

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La legge sulle unioni civili sancisce di fatto una equiparazione al matrimonio e alla famiglia. Le differenze sono solo piccoli espedienti nominalisti, o degli artifici giuridici facilmente aggirabili, in attesa del ‘colpo finale’, così già si dice pubblicamente, compresa anche la pratica dell’utero in affitto, che sfrutta il corpo femminile approfittando di condizioni di povertà”. Così è intervenuto il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova, questa mattina, nella relazione di apertura della seconda giornata dell’Assemblea generale della Cei, che vede riuniti 400 Vescovi delle Diocesi italiane, in Vaticano, fino a giovedi 19. L’attacco alla famiglia, che è “il grembo naturale della vita, palestra di umanesimo, di virtù civili, di socialità e di educazione nell’intreccio di generazioni e di generi, primo ammortizzatore sociale”, è dunque un attacco ad una visione dell’uomo e della società”.

La politica dovrebbe occuparsi invece dei “veri” e “gravi” problemi comuni: il lavoro che manca, la povertà, le dipendenze, come quelle legate al gioco d’azzardo. “La gente vuole vedere il Parlamento impegnato per una soluzione senza distrazioni di energie e di tempo, perché questi sono i problemi veri del Paese, cioè del popolo. Per questo non si comprende come così vasta enfasi ed energia sia stata profusa per cause che non rispondono a esigenze reali, già per altro previste dall’ordinamento giuridico, ma a schemi ideologici”.
I dati Istat “rimangono impietosi: quelli del 2015 sono i dati peggiori dall’Unità d’Italia”. Lo scorso anno, a fronte di 653mila decessi, le nascite sono state 488mila, mentre 100mila italiani sono andati all’estero. “La demografia è un indicatore decisivo dello stato di salute di un Paese, specialmente occidentale, dove lo sviluppo economico e lavorativo, insieme a una cultura densa di ideali e valori, suscitano speranza nel domani e coraggio nel generare nuove vite, assumendo con fiducia la missione educativa dei figli”, ha affermato il porporato. Quindi, il Presidente dei Vescovi italiani ha chiesto: “Che cosa sta facendo lo Stato perché si possa invertire la tendenza?”. Ci sarebbe l’urgenza – ha continuato – di “una manovra fiscale coraggiosa, che dia finalmente equità alle famiglie con figli a carico”. Questo “sarebbe già un passo concreto e significativo”. Infatti, “il peso della vita quotidiana, alla ricerca dei beni essenziali, diventa sempre più insostenibile, compreso il bene primario della casa”.

La povertà assoluta investe un milione e mezzo di famiglie, per un totale di 4milioni di persone, il 6,8 per cento della popolazione italiana”, è stata l’analisi della realtà sociale italiana del Cardinale Bagnasco. “Mentre la platea dei poveri si allarga inglobando il ceto medio di ieri, la porzione della ricchezza cresce e si concentra sempre più nelle mani di pochi, purtroppo a volte anche attraverso la via della corruzione personale o di gruppo”. Così, “le nostre parrocchie vedono le file di coloro che cercano un pasto alle nostre mense: sono stati ben 12milioni i pasti distribuiti nel 2015”. Quindi, è chiamata in causa la responsabilità di chi amministra la cosa pubblica e dei “diversi attori del mondo del lavoro”. La Chiesa, da parte sua, “continuerà a fare tutto quanto le è possibile per stare accanto alla gente, mettendo in campo ogni risorsa: dalle forze di tantissimi volontari alle risorse dell’8 permille, che, oltre a permettere un clero totalmente disponibile, consente di venire incontro alle enormi richieste della carità e del mantenimento delle opere pastorali”.

Il porporato ha ricordato “un terzo fantasma” che “sta crescendo nel Paese”: il gioco d’azzardo. “La recente legge intima che il numero delle slot machine si riduca del 30 percento in quattro anni; in realtà, è cresciuto del 10,6 percento in quattro mesi, salendo a 418.210”. E mentre “negli ultimi sei anni, tra la popolazione è salita la soglia della povertà, l’affare-azzardo ha raggiunto il 350 percento dei profitti, fino a 84miliardi di euro”. “A fronte di così cospicui interessi a diversi livelli, chi sarà in grado di resistere alle pressioni delle lobbies e intervenire in modo radicale?”, è la domanda del Presidente della Cei. Il Cardinale ha anche segnalato come “la ricaduta sociale” della ludopatia sia “devastante per i singoli, che perdono il lavoro, rompono i rapporti familiari, diventano facile preda di altre dipendenze fino al suicidio”, e per “tutta la società”. “I cittadini, in che modo possono far sentire la propria volontà a fronte di problemi così gravi che perdurano da troppo tempo, corrompendo modi di pensare e stili di vita? Possono, i problemi, essere scaricati solo sull’Europa e sul mondo globale?”, sono le domande che i pastori pongono ai responsabili politici e istituzionali.

Vorremmo poter vedere un Paese più sereno, occupato nel lavoro, proiettato con fiducia verso il futuro, incoraggiato dalle prospettive dei giovani, lieto nell’intreccio di generazioni che si guardano con simpatia, fiducia, solidarietà”, è stato il commento del Cardinale Bagnasco a nome dei Vescovi italiani. “Gli indicatori che si leggono, purtroppo, non sembrano andare in questa direzione”. Dall’inizio della crisi, ha ricordato, “l’occupazione è caduta del 4,8 percento, una delle contrazioni più rilevanti in Europa: i dati ricorrenti dicono che la fascia tra i 15 e i 24 anni in cerca di lavoro è prossima al 40 percento, contro il 22 percento della media europea. In termini percentuali siamo i peggiori, subito prima della Bulgaria”. I pastori hanno “forte preoccupazione anche per gli adulti, che, una volta perso il lavoro, si trovano nella difficoltà a rientrarvi, con grave danno per le proprie famiglie oltre che per la propria dignità”.

Il Cardinale Bagnasco ha parlato del dramma umanitario del secolo. “Il Sud del mondo si è messo in marcia sotto la spinta di circostanze difficili o tragiche. È un inarrestabile esodo”. Allora, è doveroso chiederci se non sia questo un banco di prova, perché l’Europa del diritto, della democrazia e della libertà, culla e sorgente dell’umanesimo, irrorata dalla sorgente perenne del Vangelo, possa riscoprire se stessa”. Il Cardinale Bagnasco ha quindi citato Aldo Moro, lo statista, “martire della democrazia”, due volte Presidente del Consiglio dei ministri e Segretario della Democrazia Cristiana, ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978, il quale, visitando Aquisgrana, disse che era “il centro di un mondo unito che si regge su due pilastri fondamentali: l’ordinamento giuridico romano e la forza spirituale del Cristianesimo”. “Possa l’Europa ritrovare la sua anima e così l’amore di popoli e nazioni. Possa incontrarsi finalmente con le persone, che non sono pedine sulle cui teste qualche ‘illuminato’ pretende di decidere o esperimentare, né sono apolidi, poiché ognuno appartiene a una storia, ha una visione della vita e valori di fondo. Capisca che essere europeo non significa entrare nel limbo del pensiero unico”, è stato l’auspicio del porporato.

“Le leggi e gli accordi sono necessari, ma non fanno lo spirito di un continente, lo presuppongono”, ha dichiarato il Presidente dei Vescovi italiani, che – ha continuato il Cardinale Bagnasco – da parte loro, “rinnovano la passione per l’Europa e, insieme al Santo Padre, auspicano con ferma convinzione uno slancio nuovo e coraggioso per questo amato Continente.

L’appello è a “non retrocedere sul fronte dell’accoglienza”. La “storica visita” del Papa nell’isola greca di Lesbo, frontiera di arrivi e di ospitalità di migranti, “ricorda a tutti – ha detto il Cardinale – che le vie di comunicazione sono sì per le merci, ma innanzitutto per le persone; e incoraggia a non rinunciare al sogno europeo, nel quale i Padri hanno creduto”. Il “permanente sforzo dell’Italia, sempre in prima linea per accogliere e salvare tante vite da ignobili mercanti di disperati”, è riconosciuto. E “la Chiesa italiana continua a offrire il suo contributo” nell’accoglienza, ad oggi, di “circa 23mila migranti, con un aumento di 4.500 persone in questi primi mesi dell’anno”. Il presidente della Cei ha quindi espresso il suo “riconoscente incoraggiamento” alle comunità parrocchiali e religiose, sostenute dalle Caritas diocesane e dagli Uffici Migrantes.

Viviamo tempi oscuri e di oscurantismo. “Accanto alle vittime della persecuzione religiosa, ci sono quelle causate dal terrorismo, che continua a seminare morte, angoscia e rapimenti”. Nelle sua analisi, con lo sguardo agli scenari internazionali, il Cardinale Bagnasco ha posto una domanda che suona come un appello: “Esiste qualcuno che possa fermare tanto oscurantismo politico, sociale, religioso, su cui prospera il commercio delle armi?”. Nel campo della sicurezza – ha continuato il porporato – sembra che tra gli Stati europei cresca la capacità di scambio e collaborazione”. Quindi, il Cardinale ha ringraziato “i Servizi italiani, che stanno mostrando capacità e determinazione”. E ha posto una questione, politica, civile ed educativa all’Occidente: “Quale offerta culturale fa alle generazioni di immigrati ormai naturalizzati nel Continente? Quale visione spirituale offre?”. Infatti, “il benessere materiale è ricercato e spesso raggiunto; ma i beni di consumo da soli non sono sufficienti. È necessaria una visione di valori e di ideali, favorita da un’alta istruzione e da un contesto di buone relazioni, per cui ognuno senta che vale la pena sacrificarsi. Diversamente, l’anima resta vuota ed esposta a ogni suggestione, anche la più assurda e turpe”.

Il magistero di Papa Francesco, “insieme al suo instancabile ministero” – ha detto il Presidente della Cei –, è “per noi e per il ‘santo popolo fedele di Dio’ un continuo stimolo alla conversione della vita personale e pastorale”. L’Esortazione apostolica “Amoris laetitia” fornisce un “orientamento per un deciso rilancio della pastorale familiare e nuovo incoraggiamento per quel discernimento e accompagnamento che ogni pastore è da sempre chiamato a fare con saggezza, secondo gli insegnamenti della Chiesa e gli orientamenti del Vescovo”. Il Giubileo straordinario della Misericordia, “si sta sempre più rivelando una fonte di grazia per tutti”. “Non c’è età che non ne sia toccata, basta pensare al grande raduno dei ragazzi – settantamila – che hanno affollato gioiosamente Piazza San Pietro domenica 24 aprile. È stato uno spaccato di ciò che abita veramente il cuore dei giovani; la loro presenza mostrava l’intuizione che la risposta più vera è Gesù nella Chiesa: ‘Tu hai parole di vita eterna’”.

Una “novità di grande rilievo” dell’attuale Pontificato è stato il Motu Proprio “Mitis Iudex Dominus Iesus”, con cui il Papa “ha riformato i processi di nullità matrimoniale accogliendo l’auspicio dei Padri Sinodali al Sinodo Straordinario”. “Siamo impegnati affinché le finalità della riforma possano trovare efficace e piena risposta nella prassi giudiziaria, coniugando la vicinanza accogliente alle persone con le esigenze di assicurare sempre un rigoroso accertamento della verità del vincolo, per sua natura indissolubile ove validamente formato”, ha dichiarato il Presidente dei Vescovi. “Nell’esercizio di questa responsabilità sappiamo di poter contare sull’aiuto degli operatori dei Tribunali, la cui solida formazione ed esperienza rappresentano un bene prezioso da valorizzare per conseguire la realizzazione dei principi ispiratori della riforma”. In questa prospettiva, nella quale “un oculato discernimento pastorale consentirà il giusto equilibrio anche nella scelta delle soluzioni strutturali più adeguate nelle diverse chiese particolari”. La Cei “non mancherà di offrire il proprio sostegno, a tutti i livelli di propria competenza e in comunione con le Conferenze Episcopali Regionali”.
Un ringraziamento dei pastori non è mancato per i “fratelli e amici sacerdoti”. “Il Signore ci ha messi insieme, perché vivessimo la comunione nel Presbiterio diocesano con tensione ideale e con fiducioso realismo”, ha proseguito il Cardinale Bagnasco. “La nostra unità, insieme alla nostra preghiera, è la prima forma di quel prenderci cura di noi stessi e del nostro popolo che tanto raccomanda Papa Francesco”. Tuttavia, secondo quanto afferma il Concilio, “è ai Vescovi che incombe in primo luogo la grave responsabilità della santità dei loro sacerdoti’”. Di qui la necessità di “prendersi cura con la massima serietà della continua formazione del proprio presbiterio”.

Intensificare l’adorazione nelle parrocchie, diffondere il sussidio per la preghiera quotidiana in famiglia, utilizzare il documento teologico-pastorale, distribuire a largo raggio il Messaggio a firma del Consiglio episcopale permanente”: sono i “passaggi decisivi per la migliore preparazione all’appuntamento, se vogliamo che sia davvero un evento di grazia per noi e le nostre Comunità”. Tra gli appuntamenti ecclesiali prossimi più rilevanti, Bagnasco ha citato la Giornata mondiale della Gioventù, in programma a luglio a Cracovia, e il Congresso eucaristico nazionale, a settembre a Genova.

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