VENEZUELA: MIGLIAIA DI CITTADINI IN FUGA VERSO CURAÇAO Il Paese, ormai, è in preda alla violenza e al crimine, la popolazione è stremata e per molti la fuga sembra essere l'unica via d'uscita

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La grave crisi economica e sociale che sta piegando il Venezuela sembra non placarsi: la profonda crisi energetica ha portato a razionamenti elettrici e black out per diverse ore al giorno tutta la settimana e attualmente mancano medicine, cibo e generi di prima necessità, mentre l’inflazione ha toccato picchi altissimi ed è ormai fuori controllo. Il Paese, ormai, è in preda alla violenza e al crimine e la presenza di organizzazioni legate al narcotraffico e di criminalità comune aggrava una situazione già di per sé tragica. In un contesto del genere la popolazione è stremata e per molti la fuga sembra essere l’unica via d’uscita.

Angel Ramirez, Presidente della Croce Rossa di Curaçao – l’isola più grande dell’arcipelago delle Antille olandesi, che si trova di fronte al Venezuela – ha riferito al portale web “Curacao Chronicle” che l’isola si sta preparando a ricevere eventuali altri profughi venezuelani, dopo un primo gruppo già arrivato. “Recentemente c’è stata molta attenzione nei media locali su questo tema – ha precisato Ramirez -. In particolare sulla questione dei richiedenti asilo politico, su rifugiati, immigrati. Lavorare come Croce Rossa significa anche dare assistenza e cercare di raccogliere fondi”. Secondo il responsabile della Croce Rossa, viste le condizioni in cui versa il Venezuela “non c’è da meravigliarsi” se i cittadini tentano di emigrare verso Curaçao, anche se qui “non abbiamo la possibilità di aiutare tutti”.

In una nota inviata all’agenzia Fides da una fonte cattolica locale si segnala la difficile situazione che vive il Paese, tanto da spingere molti cittadini a provare a lasciarlo con ogni mezzo: la stampa venezuelana ha riferito del ritrovamento di un cadavere sulle spiagge di Aruba, l’altra isola davanti al Venezuela, un uomo morto con molta probabilità nel tentativo di arrivare a quest’isola con un barcone.

In tutto il Paese si stanno verificando violenti scontri tra la popolazione in cerca di provviste alimentari: al mercato all’ingrosso di Maracay, capitale dello Stato di Aragua, la folla ha saccheggiato i magazzini quando è stato annunciato che non c’era più merce disponibile e la Guardia nazionale boliviana è dovuta intervenire con l’appoggio di blindati leggeri.

Oltre agli scontri per accaparrarsi qualche provvista alimentare, il Paese deve fare i conti con l’insofferenza verso il governo del presidente Nicolas Maduro: l’opposizione ha manifestato in piazza per ottenere un referendum per revocare la carica all’attuale capo dello Stato, ma  le forze dell’ordine sono intervenute in tenuta antisommossa. Il mandato del presidente Maduro scade nel 2019 e, se si tenesse un referendum, il Paese potrebbe andare verso nuove elezioni: in caso di destituzione di Maduro, la presidenza passerebbe ad Aristobulo Isturiz, attuale vicepresidente.

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