RAGAZZA STUPRATA E IMPRIGIONATA NEL CAMPO ROM: UN ARRESTO Il padre, con un volantino, ha invitato la cittadinanza a partecipare a una manifestazione sabato prossimo

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“Sequestrata in mezzo alla strada mentre tornava a casa, trascinata in mezzo alla vegetazione, stuprata brutalmente e tenuta prigioniera in una baracca per tutta la notte. È successo a mia figlia, riuscita miracolosamente a fuggire mentre i due aguzzini completamente ubriachi progettavano di ucciderla per occultare ogni prova”. A raccontare l’ennesimo episodio di violenza a Roma, subito da una ragazza di 26 anni, è un papà. Vladimir Kosturi, un professore albanese in Italia da 27 anni, ha deciso di denunciare il “macabro episodio” invitando i residenti del quartiere Prenestino – teatro dello stupro – a manifestare il prossimo 14 maggio alle 16 all’angolo tra viale Partenope e via Marcianise.

La violenza, avvenuta venerdì scorso in via Teano nel campo rom abusivo, è stata confermata dai carabinieri che hanno già arrestato un rom di 33 anni e stanno cercando il complice il complice. “Mia figlia stava tornando a casa – scrive nel volantino fatto girare dal signor Kosturi per pubblicizzare la manifestazione – mancavano 150 metri, quando è stata sequestrata da due rom di etnia romena da lei mai visti prima. Tenuta in una baracca, è riuscita miracolosamente a fuggire l’indomani mattina, approfittando della loro ubriachezza. Una volta fuori dal campo si è fiondata in strada rischiando di essere investita, in pieno stato di shock, prima di aprire la portiera di un’auto ferma a un semaforo alle 5 di mattina. L’uomo, una guardia giurata che stava andando a lavoro, l’ha portata immediatamente in una stazione dei carabinieri”.

La versione di Kosturi è poi stata confermata dagli investigatori che fino ad oggi hanno taciuto la storia, su richiesta del magistrato, in attesa di arrestare anche il secondo responsabile. Una volta arrivati nel campo rom, infatti, i militari hanno subito fermato il “meno crudele dei due”, come descritto il primo rom dal padre della vittima, ma l’altro era già fuggito facendo perdere le proprie tracce. “Cari genitori io mi appello a voi – si legge in conclusione nel volantino -. Pensate che ogni ragazza sarebbe riuscita a scappare, com’è riuscita mia figlia? Diciamo basta allo schifo di insicurezza che ci circonda, vi invito indistintamente italiani e stranieri onesti a denunciare pubblicamente il macabro episodio. Insieme possiamo fermare i criminali”.

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