BERGOGLIO: “COSA TI E’ SUCCESSO EUROPA UMANISTICA, PALADINA DEI DIRITTI?” Papa Francesco ha ricevuto il premio Carlo Magno. "Sogno una Ue giovane, capace ancora di essere madre"

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“Che cosa ti è successo, Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà? Che cosa ti è successo, Europa terra di poeti, filosofi, artisti, musicisti, letterati? Che cosa ti è successo, Europa madre di popoli e nazioni, madre di grandi uomini e donne che hanno saputo difendere e dare la vita per la dignità dei loro fratelli?”. E’ quanto ha detto Papa Francesco che ha ricevuto oggi il premio internazionale Carlo Magno 2016 per “il suo straordinario impegno – si legge nella motivazione – in favore della pace, della comprensione e della misericordia in una società europea di valori”.

Durante la cerimonia Bergoglio – che già da cardinale rifiutava i premi ma ha deciso di fare un’eccezione per il riconoscimento europeo – nel suo discorso, il cui cuore era incentrato sul dramma dei profughi, ha raccontato ciò che sogna “con la mente e con il cuore”.

Sogno un’Europa giovane, capace di essere ancora madre: una madre che abbia vita, perché rispetta la vita e offre speranze di vita. Sogno un’Europa che si prende cura del bambino, che soccorre come un fratello il povero e chi arriva in cerca di accoglienza perché non ha più nulla e chiede riparo. Sogno un’Europa che ascolta e valorizza le persone malate e anziane, perché non siano ridotte a improduttivi oggetti di scarto”.

“Sogno un’Europa, in cui essere migrante non sia delitto bensì un invito ad un maggior impegno con la dignità di tutto l’essere umano. Sogno un’Europa dove i giovani respirano l’aria pulita dell’onestà, amano la bellezza della cultura e di una vita semplice, non inquinata dagli infiniti bisogni del consumismo; dove sposarsi e avere figli sono una responsabilità e una gioia grande, non un problema dato dalla mancanza di un lavoro sufficientemente stabile”.

“Sogno un’Europa delle famiglie, con politiche veramente effettive, incentrate sui volti più che sui numeri, sulle nascite dei figli più che sull’aumento dei beni. Sogno un’Europa che promuove e tutela i diritti di ciascuno, senza dimenticare i doveri verso tutti. Sogno un’Europa di cui non si possa dire che il suo impegno per i diritti umani è stata la sua ultima utopia”.

Inoltre, il Pontefice ha invitato tutti a passare da “un’economia liquida, che tende a favorire la corruzione come mezzo per ottenere i profitti, a un’economia sociale che garantisce l’accesso alla terra, al tetto per mezzo del lavoro”. E, affrontando il tema della mancanza del lavoro, il Papa ha guardato in particolare ai giovani.

“Come possiamo fare partecipi i nostri giovani di questa costruzione quando li priviamo di lavoro; di lavori degni che permettano loro di svilupparsi per mezzo delle loro mani, della loro intelligenza e delle loro energie? Come pretendiamo di riconoscere a essi il valore di protagonisti, quando gli indici di disoccupazione e sottoccupazione di milioni di giovani europei sono in aumento? Come evitare di perdere i nostri giovani, che finiscono per andarsene altrove in cerca di ideali e senso di appartenenza perché qui, nella loro terra, non sappiamo offrire loro opportunità e valori? La giusta distribuzione dei frutti della terra e del lavoro umano non è mera filantropia. È un dovere morale. “Se vogliamo pensare le nostre società in un modo diverso, abbiamo bisogno di creare posti di lavoro dignitoso e ben remunerato, specialmente per i nostri giovani”.

Alla Cerimonia in Vaticano sono intervenuti tra gli altri, i tre presidenti delle istituzioni europee, Martin Schulz, Jean-Claude juncker e Donald Tusk, tra i vincitori delle edizioni precedenti. Alla cerimonia, che si è svolta nella Sala Regia del Palazzo Apostolico, hanno partecipato anche Angela Merkel, il premier italiano Matteo Renzi e Felipe VI. Prima di Francesco soltanto un altro Pontefice, San Giovanni Paolo II nel 2004, aveva ricevuto il prestigioso riconoscimento della città di Aquisgrana.

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