KERRY: “RIPERCUSSIONI” PER ASSAD SE NON RISPETTERA’ LA TREGUA IN SIRIA Il segretario di Stato Usa: "una potrebbe essere la totale distruzione del cessate-il-fuoco e tornerebbe la guerra"

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Un accordo per un cessate il fuoco duraturo è ancora raggiungibile in Siria, ma ci saranno “ripercussioni” per Assad se proseguono le violazioni alla ripresa della tregua in corso di negoziati con Mosca. Così il segretario di Stato Usa Kerry, lanciando un monito al presidente siriano Bashar al Assad. “Se Assad non aderisse, ci sarebbero chiaramente ripercussioni, una potrebbe essere la totale distruzione del cessate-il-fuoco e tornerebbe la guerra”, ha detto Kerry. “Non credo che la Russia lo voglia. Non credo che Assad ne tragga benefici” ha concluso Kerry. Il cessate il fuoco è in vigore in alcune del zone del paese grazie a Russia e Stati Uniti ed è stato esteso venerdì scorso anche nelle zone di Latakia e Damasco per 72 ore a partire dal 30 aprile e successivamente prorogato. Questo mentre ad Aleppo, nel nord del Paese, da alcuni giorni continuano i combattimenti tra le forze del regime sostenute dalla Russia e i ribelli moderati che controllano alcune aree della città.

Kerry aveva incontrato l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Staffan de Mistura, a Ginevra il 2 maggio scorso per discutere le misure necessarie a rafforzare il regime di cessate il fuoco e gli sforzi nel promuovere il progresso dei colloqui sulla riconciliazione siriana. De Mistura aveva concordato con il suo interlocutore statunitense controlli più serrati. “Il meccanismo ha bisogno di una volontà politica, altrimenti rimarrà solo un meccanismo. Questo è ciò che è stato effettivamente discusso oggi: un meccanismo migliore per il monitoraggio e il controllo del cessate il fuoco”, aveva poi riferito detto de Mistura ai giornalisti in una conferenza stampa congiunta con Kerry, esprimendo la profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione in Siria, in particolare ad Aleppo, e sollecitando i membri del gruppo di supporto internazionale a garantire un nuovo regime di tregua.

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