RENZI: “PRONTI 3,5 MILIARDI DI EURO PER RICERCA E CULTURA” Secondo Renzi negli ultimi 10 anni l'Italia non è cresciuta anche perché non è stata capace di impiegare i fondi Ue

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Oggi, nel giorno della festa del lavoro, il Cipe varerà finanziamenti per 3 miliardi e mezzo di euro, 2,5 per la ricerca e un miliardo per la cultura. Così ha affermato ieri a Catania il premier Matteo Renzi, dopo aver firmato insieme al sindaco della città Enzo Bianco il patto per Catania che stanzierà finanziamenti per 740 milioni di euro da spendere entro il 2020.

Secondo Renzi negli ultimi 10 anni l’Italia non è cresciuta anche perché non è stata capace di impiegare i fondi Ue ed “è uno scandalo vergognoso avere buttato soldi nostri, avere sprecato nostre risorse”, ha sostenuto il presidente del Consiglio. Inoltre, il premier ha affrontato diversi temi. Sull’identità culturale del paese ha detto: “L’orgoglio deve tornare ad avere residenza nel nostro Paese”.

Quanto al contrasto della criminalità organizzata e dell’illegalità ha evidenziato l’importanza dell’azione finora svolta dalle forze dell’ordine e dalla magistratura, precisando, però,: “A partire dalla corruzione, che si combatta con i fatti, i processi e le sentenze, non con gli articoli di giornale”.

Poi,Renzi ha affrontato la questione sbarchi, “bacchettando” l’Europa che non fa abbastanza e sul ponte sullo Stretto il premier ha affermato: “da fare, senza ideologizzarlo, ma alla fine di un percorso che vedrà completate le infrastrutture in Sicilia e Calabria” .”Non sto chiedendo il voto ma dico che dobbiamo dare tutti il massimo e fare del nostro meglio per portare il paese a essere guida in Europa”.

Infine, il premier ha affrontato anche il tema dell’accesso al credito, criticando la frammentarietà dell’attuale sistema bancario: “in Italia ci sono troppi banchieri , bisogna avere il coraggio di dire che le banche devono fare un processo di accorpamento, non è possibile che in ogni comune ci sia una banca, poltrone di consigli di amministrazione, revisori, qualche banchiere in meno e qualche credito in più”.

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