OMEOPATIA: FATTURATO IN AUMENTO, MA CALA IL NUMERO DI PERSONE CHE LA SCELGONO Secondo il report, quasi un italiano su cinque l’ha usata almeno una volta nel corso del 2015 e 3 italiani su 10 hanno dichiarato di farne uso per i propri figli

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L’uso dell’omeopatia è in aumento. Almeno secondo un rapporto intitolato “Omeopatia, l’immagine odierna” voluto da Omeoimprese, associazione che riunisce circa 22 aziende del settore per la giornata dedicata all’Omeopatia, che si celebra oggi 11 aprile. Secondo il report, quasi un italiano su cinque l’ha usata almeno una volta nel corso del 2015 e 3 italiani su 10 hanno dichiarato di farne uso per i propri figli. L’utente medio è donna, tra i 34 e i 54 anni, diplomata o laureata, residente nel Nord Italia o nelle isole e con un buon tenore di vita. I motivi per cui si ricorre all’omeopatia sono soprattutto i raffreddori (63%), i dolori articolari e muscolari (30%), ma anche ansia, emicrania e dolori digestivi. Sempre secondo l’associazione, sarebbero all’incirca 11 milioni gli italiani che usano medicinali omeopatici, di cui tre milioni in modo abituale (un milione e mezzo almeno una volta la settimana). Il fatturato tra il 2008 e il 2014 è aumentato del 14% con una spesa di 330 milioni nell’ultimo anno, al terzo posto sul mercato europeo dopo Francia e Germania.

I dati di Omeoimprese, però, non sono stati confermati dall’Istat, l’Istituto nazionale di Statistica, secondo cui l’omeopatia sarebbe addirittura in forte calo. È quanto si evidenzia da due distinti studi prodotti dall’Istituto: “Tutela della salute e accesso alle cure”, pubblicato nel luglio 2014, e “Cura e ricorso ai servizi sanitari” pubblicato nell’aprile 2015. Secondo le stime delle due ricerche, che si riferiscono entrambe a interviste del 2013, le persone che hanno utilizzato farmaci omeopatici erano 2 milioni e 452 mila (all’incirca 1 italiano su 20); otto anni prima erano il doppio. Quindi dal 2005 al 2013 il numero ha subito un drastico calo passando da 7% al 4,1% della popolazione. La regione che ha subito la maggior contrazione è stata il Trentino Alto Adige che è scesa dal 17,4% al 12,1%. In controtendenza solo il Molise dove la percentuale è salita dall’1,9% al 2,3%.

Perché tanta differenza tra i dati tra pubblicati da Omeoimprese e quelli dell’Istat? “Il motivo è da cercare probabilmente nei differenti gradi di coinvolgimento dei pazienti – scrive Lorenzo Moja, medico e ricercatore presso l’Università di Milano – e da quali prodotti sono stati presi in considerazione: se la definizione è estesa a quelli di erboristeria, il numero di utenti si amplia notevolmente”.

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