STRETTA DI MANO NON RICAMBIATA: GAFFE DI RENZI CON I REALI DI NORVEGIA Le regole di protocollo parlano chiaro: re e regine non si possono toccare

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Momenti di imbarazzo, ieri, durante la visita dei Reali di Norvegia a Palazzo Chigi. Ricevuti dal premier Renzi, al termine del picchetto d’onore, è sorto un problema di cerimoniale: il presidente del Consiglio si è avvicinato per dare la mano a Harald V, ma  – come è noto – i re e le regine non si possono toccare per nessun motivo, tanto meno per stringergli la mano, a meno che non siano loro a fare la prima mossa. Il re, infatti, non ha ricambiato il saluto, restando immobile e accennando un sorriso imbarazzato.

Non è la prima volta che in Italia accade qualcosa del genere: nel 2011, durante la parata militare del 2 giugno, l’allora premier Silvio Berlusconi fu protagonista di un piccolo “incidente diplomatico”. Il Cavaliere si avvicinò a Re Juan Carlos di Spagna per dirgli qualcosa e nel farlo cercò di toccargli il braccio. Il re, però, si limitò a sorridere e il premier tornò tranquillo al suo posto. Pochi minuti dopo, però, l’ex presidente della Repubblica Napolitano si rivolse a Berlusconi, dicendogli qualcosa e muovendo il braccio come a mimare il movimento di toccare: a quel punto il premier si avvicinò di nuovo a re Juan Carlos per parlare con lui, questa volta evitando accuratamente di toccarlo.

Gli incontri internazionali, si sa, implicano rigide regole di protocollo, formalità che in Italia stanno scomparendo, ma che altrove sono ancora sinonimo di rispetto e buona educazione. La gaffe di Renzi, comunque, non ha rovinato la visita dei reali, i quali sono stati ricevuti  in Senato dal presidente Pietro Grasso e alla Camera dala presidente Laura Boldrini. Al Quirinale, invece, sono stati accolti dal presidente Mattarella con gli onori militari.

 

 

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