RENZI DIFENDE LA BOSCHI: “HO SCELTO IO DI FARE QUELL’EMENDAMENTO” Il Premier ospite da In mezz'ora di Lucia Annunziata

568

“In questa vicenda è coinvolto il presidente del Consiglio: se questa è la questione, ho scelto io di fare quell’emendamento”. Sono le parole del Premier Matteo Renzi in merito alle due diverse inchieste sul petrolio della Basilicata che hanno poi portato alle dimissioni della ministra Federica Guidi per una telefonata con il compagno Gianluca Gemelli. Il premier era ospite di In Mezz’Ora su RaiTre, il talk show d’attualità condotto dalla giornalista e scrittrice Lucia Annunziata, ex presidente della Rai. Interrogato in merito all’inchiesta di Potenza, Renzi ribadisce: “è roba mia quell’emendamento” e, così come per Tempa Rossa, ciò vale “per Pompei, che faceva notizia solo per i crolli, per Bagnoli, per la Salerno-Reggio Calabria”, insomma per quelle opere pubbliche e private “bloccate per anni” e che “noi – rivendica il presidente del Consiglio – siamo qui per sbloccare”.

Poi rilancia: “Se i magistrati vogliono interrogarmi su quello che stiamo facendo, non solo su Tempa Rossa, mi possono interrogare su tutto il resto. La Salerno-Reggio Calabria, la Napoli-Bari, la Variante di valico? Anche oggi pomeriggio”. E sottolinea: “abbiamo avuto troppi presidenti del Consiglio che hanno messo becco sul lavoro dei magistrati ai quali dico vadano a sentenza e si sbrighino”. Ribadisce il premier: “Di fronte alla legge anche il presidente del Consiglio è come gli altri, non mette bocca nelle indagini. Io spero che ci sia qualcosa di serio, visto che hanno indagato il Capo di Stato maggiore della Marina”. E ancora: “Io rispondo per me e dico che stiamo talmente cambiando questo Paese”.

“E se ci fosse, in capo a Maria Elena Boschi, una posizione come quella che ha portato alle dimissioni Federica Guidi, anche lei dovrebbe dimettersi?”, chiede la conduttrice Annunziata: “Ma di che parliamo? – risponde il premier – tutti quelli che si trovano ad aver commesso un errore si devono dimettere, io per primo ma in questo caso non c’è discussione alcuna. Il provvedimento – torna a dire – l’ho voluto io. Ma di che discutiamo?”. “Dire che noi siamo quelli delle lobby – ha aggiunto – noi che abbiamo fatto la legge sui reati ambientali, approvato pene più dure sulla corruzione, chiamato Cantone all’Anac che ha salvato l’Expo con Sala, il conflitto d’interessi ora al Senato dopo la prima lettura, mi fa schiantare dalle risate tecnicamente parlando”.

E tornando sull’inchiesta di Potenza: “Stimo molto De Giorgi. In Italia uno è condannato se a sentenza passata in giudicato e io credo che di De Giorgi si può essere fieri e orgogliosi”, e aggiunge “se i magistrati hanno carte su di lui e se ha commesso errori si vedrà in tribunale”. Il capo di stato maggiore, l’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, è indagato insieme a Valter Pastena, un dirigente della Ragioneria dello Stato. Le ipotesi di reato vanno dall’associazione per delinquere all’abuso d’ufficio fino al traffico di influenze e al traffico illecito di rifiuti, stessi illeciti contestati a Gianluca Gemelli, compagno della Guidi.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS