WASHINGTON, RAGGIUNTA INTESA USA-CINA SULLA SICUREZZA NUCLEARE Al Nuclear Security Summit, l’ultimo dell’era Obama partecipano 50 leader mondiali. Per l'Italia presente Renzi

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La prima giornata del vertice sulla sicurezza nucleare a Washington si chiude con una dichiarazione congiunta tra Stati Uniti e Cina. Al Nuclear Security Summit, l’ultimo appuntamento dell’era Obama – che lo istituì nel 2011 – partecipano circa 50 leader mondiali invitati a confrontarsi sul tema della sicurezza nucleare e sugli impegni per rafforzare i trattati e le istituzioni che la salvaguardano. Il documento di “cooperazione” tra Usa e Cina è certamente un grande risultato dell’amministrazione statunitense. Infatti, negli ultimi mesi, le relazioni tra Washington e Pechino avevano toccato un preoccupante minimo storico a causa delle controversie tra Corea del Nord (alleata del Paese del Dragone) e Giappone e Corea del Sud, alleati fondamentali degli americani.

Il testo, firmato da Barack Obama e dal presidente Xi Jinping, recita nel primo paragrafo: “Noi, Stati Uniti e Cina, dichiariamo il nostro impegno a lavorare insieme per sviluppare un contesto internazionale pacifico e stabile, riducendo la minaccia del terrorismo nucleare e sforzandoci di costruire un’architettura di sicurezza nucleare globale più inclusiva, coordinata, sostenibile e robusta, a beneficio comune e per la sicurezza di tutti”. Presenti anche i leader di Corea del Sud e Giappone, da lungo tempo al fianco degli Stati Uniti nel cercare di contenere Pyongyang. “Io e il presidente Xi – ha detto loro Obama – siamo entrambi impegnati nella ricerca della denuclearizzazione della penisola. Continueremo a discutere sul modo migliore per scoraggiare azioni pericolose come i test missilistici, che fanno aumentare la tensione e violano gli obblighi internazionali”.

Al summit di Washington ha partecipato anche l’Italia: ad accogliere il presidente del Consiglio Matteo Renzi alla Casa Bianca, così come gli altri capi di Stato e di governo, è stato il capo del cerimoniale. Il contrasto allo Stato Islamico (Isis) in Siria e Iraq, la stabilizzazione politica in Libia e le relazioni con l’Egitto dopo la morte del ricercatore Giulio Regeni sono tra i temi portati dal presidente del Consiglio al summit, al termine del suo viaggio negli Usa. Il premier chiude oggi la sua missione negli Stati Uniti che lo ha portato nei giorni scorsi in Nevada, a Chicago e a Boston.

Non partecipa al summit la Russia. Il seggio vuoto del presidente russo Vladimir Putin al tavolo di lavoro – fatto che sta facendo molto discutere perché il governo di Mosca non era mai mancato – è dovuta all’assenza di un’azione comune durante la preparazione preliminare dei lavori. “La questione della sicurezza nucleare è una questione importante” e Mosca ritiene che “lo studio delle problematiche relative alla sicurezza nucleare richiede sforzi comuni e considerazioni reciproche degli interessi e delle posizioni nel corso dei lavori preliminari. Abbiamo notato una chiara mancanza nello studio preliminare dei temi e degli argomenti del vertice, per questo non ci sarà alcuna partecipazione della parte russa”, ha spiegato Peskov ai giornalisti.

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