CAOS IN BRASILE, SOSPESA LA NOMINA DI LULA

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E’ durata poche ore la nomina dell’ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula a ministro del governo guidato da Dilma Roussef. Un magistrato federale di Brasilia ha, infatti, sospeso la designazione. Nonostante le proteste esplose in tutto il Paese per Lula il gioco sembrava fatto. Ma poche ore dopo la cerimonia d’insediamento a capo di gabinetti è arrivata la decisione del giudice Itagiba Catta Preta, del quarto tribunale del distretto federale, che ha stoppato l’investitura. La motivazione? L’ingresso nell’esecutivo avrebbe potuto interferire con il corso della giustizia.

“In vista del rischio di un danno al libero esercizio del potere giudiziario” si legge nel provvedimento “ammetto la richiesta di sospensione dell’atto di investitura del signor Luiz Inacio Lula da Silva come ministro di Stato del Gabinetto civile della Presidenza o di qualsiasi altro incarico che comprenda la prerogativa dei ‘fueros'”. Status che conferisce ai ministri il privilegio di essere giudicati solo dal Tribunale Supremo Federale, massima istituzione giurisdizionale dello Stato sudamericano.

Il colpo di scena è giunto poco dopo il contestato insediamento dell’ex presidente brasiliano. Lula è accusato di corruzione nell’ambito dello scandalo dell’ente petrolifero Petrobras. Diventando ministro, il suo caso verrebbe sottratto al giudice federale Sergio Moro, che sta indagando con decisione sulla vicenda. Il ricorso accolto dal giudice è stato presentato da un avvocato di Porto Alegre, Enio Meregalli Junior.

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