GB, PRO-BREXIT SU PIEDE DI GUERRA: “L’UE E’ UNA GALERA, UN’INCUBATRICE DI FASCISMO” Il 23 giugno il Regno Unito sarà chiamato a votare al referendum per decidere se rimanere o uscire dall'Unione Europea

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“Una galera”, “un’incubatrice di fascismo e un intralcio alla lotta al terrore”. E’ così che il fronte euroscettico della Gran Bretagna ha definito l’Unione Europea. A farlo sono rispettivamente il sindaco di Londra Boris Johnson, che dopo poche ore l’accordo raggiunto dal premier Cameron con i 28 aveva dichiarato che avrebbe sostenuto la campagna per la Brexit, e il ministro della Giustizia Michael Gove.

Affermazioni che, a meno di tre mesi e mezzo dal referendum Europa sì-Europa no previsto per il 23 giugno, infiamma ancora di più gli animi e non solo quelli inglesi. Infatti la possibilità che si verifichi la tanto temuta Brexit ha suscitato reazioni in tutto il vecchio continente.A partire dalla Germania, da dove il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, avverte gli inglesi che uscire dall’Ue vorrebbe dire uscire ipso facto dal “mercato unico” e doversi accontentare di “un accordo commerciale, come la Cina”. All’Italia, dove Matteo Salvini cavalca al contrario i venti referendari britannici e annuncia che lo stesso 23 giugno i gazebo della Lega “faranno votare anche gli italiani”.

Gove, che da anni il “titolo” di ministro più cortese dell’intero esecutivo di Sua Maestà, in un’intervista al Sunday Times, ha insolitamente assunto toni bellicosi. L’Ue, per lui, è colpevole d’aver alimentato un malessere che è alla base della peggiore ventata di estrema destra “mai vista dagli anni trenta”. Intervistato per la prima volta dopo la traumatica rottura con il vecchio amico David Cameron sul referendum, il titolare della Giustizia accusa inoltre Bruxelles di voler imporre alla Gran Bretagna “decisioni contrarie agli interessi” nazionali in materia di sicurezza: “pretendendo di dirci cosa le nostre spie debbano fare e come abbiamo il diritto di proteggerci” dalla minaccia del terrorismo.

Non meno battagliero il sindaco Boris Johnson, che dalla prima pagina del Sunday Telegraph bolla come “scandalosa” la sospensione dall’incarico del numero uno delle Camere di Commercio britanniche (Bcc), John Longworth, ‘colpevole’ d’aver preso apertamente posizione per la Brexit di fronte all’assemblea della sua organizzazione e in faccia al cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, braccio destro di Cameron.

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