CASO PETROBRAS: MANDATO DI ARRESTO PER IL PUBBLICITARIO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE DELLA ROUSSEFF Il "mago" del marketing politico avrebbe ricevuto 3 milioni di dollari dalla Odebrecht, la più grande holding brasiliana i cui dirigenti sono finiti in manette per corruzione

592
petrobras

Torna alla ribalta nella cronaca internazionale il caso Petrobras. Questa volta le autorità – che hanno avviato la 23esima fase dell’operazione “Lava Jato” – hanno rilasciato un mandato di arresto per una delle figure principali della campagna elettorale della “presidenta” del Brasile Dilma Rousseff: il pubblicitario Joao Santana. Prima di collaborare con l’attuale capo di Stato brasiliano (nel 2010 e nel 2014), Santana aveva lavorato alla campagna elettorale di Luiz Iñacio Lula da Silva (2016).

Il nome del pubblicitario è entrato nella 23/ma fase dell’operazione ‘Lava Jato’, avviata a marzo 2014 e riguardante un vasto schema di tangenti all’interno del colosso statale del petrolio Petrobras. Secondo alcuni media locali, pubblico ministero e polizia federali avrebbero trovato trasferimenti pari a 7,5 milioni di dollari, provenienti da indagati nella ‘Lava Jato’, sul conto della ShellBill Finance, un’impresa offshore controllata da colui che è considerato il “mago” del marketing politico e da sua moglie, nonché socia, Monica Moura.

L’esistenza della società, con sede a Panama, non sarebbe stata dichiarata alle autorità brasiliane. Della somma totale, 3 milioni di dollari sono stati versati a Santana con conti che gli inquirenti attribuiscono a Odebrecht, la più grande holding brasiliana in campo edile i cui dirigenti sono già finiti in manette per corruzione nell’ambito dello scandalo Petrobras. Gli investigatori ritengono che il denaro sia stato pagato al professionista della comunicazione per i servizi prestati al Partito dos trabalhadores (Pt, di sinistra) della presidente Dilma e dell’ex presidente Lula, con mazzette provenienti da contratti della statale petrolifera. Nel 2005, un altro noto pubblicitario, Duda Mendonca, confessò di aver ricevuto all’estero capitali non dichiarati per la campagna elettorale del 2002 di Lula.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS