VIRUS ZIKA, IN COLOMBIA 3 MORTI E ALTRI 6 DECESSI SOSPETTI L’epidemiologa Ospina: “il mondo deve rendersi conto che il virus può essere letale"

519

Tre persone affette dal virus Zika sono morte in Colombia. Lo rende noto la direttrice dell’Istituto nazionale della Salute colombiano (Ins) Martha Lucia Ospina, sottolineando che i tre pazienti erano affetti dalla sindrome di Guillain-Barrè. “Confermiano – ha dichiarato Ospina in conferenza stampa – che i tre decessi sono stati attribuiti al virus Zika”. I tre dopo l’infezione sono stati colpiti dalla sindrome di Guillain-Barrè, una forma di neuropatia di probabile origine autoimmune.

Dopo il Brasile, la Colombia è il secondo Paese più colpito dall’epidemia del virus trasmesso dalla zanzara del ceppo “Aedes aegypti” ugualmente sospettata di provocare una grave malformazione congenita, la microcefalia – una riduzione della circonferenza del cranio nefasta per lo sviluppo intellettivo – nei feti delle madri che vengono infettate.

L’epidemiologa colombiana ha aggiunto che, nel Paese sudamericano, “sarebbero allo studio altri sei decessi”. Secondo Ospina “il mondo deve rendersi conto che il virus Zika può causare la morte. Non si tratta di una mortalità elevata, ma può esserlo”. Il ministro colombiano della Salute, Alejandro Gaviria, ha sottolineato la “preoccupazione” delle autorità per i possibili rischi di mortalità del virus. Secondo l’ultimo bilancio dell’Istituto nazionale della Salute (Ins), pubblicato il 30 gennaio scorso, in Colombia sarebbero stati confermati 20.297 casi di infezione da Zika, di cui 2.116 in donne in stato di gravidanza. La scorsa settimana le autorità sanitarie hanno decretato il primo livello di allerta, che prevede da parte degli ospedali una serie di misure per prepararsi ad affrontare una crescita dei casi.

L’alto commissario delle Nazioni unite per i Diritti umani, Zeid Raad Al Hussein, si è spinto a chiedere ai Paesi colpiti dal virus di “garantire alle donne il diritto all’interruzione di gravidanza”, fornendo loro anche consulenza su salute sessuale e riproduttiva. “Le leggi e le politiche che restringono il loro accesso a questi servizi devono essere riviste con urgenza, allineandosi agli obblighi internazionali sui diritti umani per garantire il diritto alla salute per tutti”, ha affermato al Hussein. “Chiediamo a questi governi di cambiare tali leggi, perché come possono chiedere alle donne di evitare gravidanze?”, ha detto Cecile Pouilly, portavoce dell’alto commissario.

Contraria la Chiesa Cattolica. La Conferenza episcopale brasiliana (Cnbb) non accetta positivamente l’ipotesi di consentire l’aborto dei feti con microcefalia provocata dal virus Zika, così come sostenuto anche da un pool di giuristi che allo scopo sta preparando un ricorso al Supremo Tribunal Federal brasiliano: “E’ davvero triste che alcuni ritengano che la soluzione in questi casi sia l’aborto di bambini con microcefalia – ha detto il presidente dei vescovi del Brasile, Sergio da Rocha -. Il legame tra microcefalia e virus Zika non è neppure così chiaro”. In Italia i casi accertati di contagio da Zika sono intanto saliti a nove.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS