Informazioni drogate

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gentiloniana
Hanno ingerito un farmaco sperimentale sui cannabinoidi sintetici, sono finiti in ospedale. Erano in sei: uno di loro è morto, gli altri in codice rosso alla struttura sanitaria universitaria di Rennes, in Bretagna. L’episodio è accaduto alla fine della scorsa settimana, nella stessa giornata nella quale in Italia è passata la depenalizzazione della violazione delle procedure di coltivazione della cannabis terapeutica. Due fatti che, in fondo, hanno a che fare con la medesima sostanza. Certo, la differenza tra cannabis sintetica e naturale è grande, ma le sperimentazioni di laboratorio e el modifiche genetiche sulle piante stanno rendendo i cannabinoidi sempre più pericolosi, molto più di quanto non fossero negli Anni 70.
Ciò che non cambia, invece, è l’informazione “drogata” che riguarda la materia. Si procede per slogan, spesso conditi da forti accenti ideologici, ma non si studiano le evidenze scientifiche. Sulle implicazioni culturali, rispetto alla normalizzazione delle sostanze stupefacenti,  è anche possibile discutere, ma sugli effetti della cannabis rispetto alla corteccia prefrontale umana, non c’è possibilità di interloquire. Basta guardare cosa accade nel cervello: si spengono i ricettori che trasmettono le informazioni atte a prendere decisioni, si inibisce la capacità di discernimento. Una cosa è parlare di terapie, altra è veicolare il concetto che queste possano essere “fai da te”, autorizzando qualcosa che poi diventa quasi impossibile controllare a livello legale.
Ciò che non si deve far passare è la “normalizzazione” dell’uso di droghe, perché di questo si tratta senza edulcorarne il nome. Bisogna dire ai giovani che drogarsi fa male, che è un tunnel pericoloso, con tanti scalini sui quali si può scivolare verso il fondo. Non è vero l’assunto per cui la cannabis non uccide: primo, perché la maggior parte degli incidenti stradali di chi guida sotto gli effetti di sostanze stupefacenti provoca lutti, e dunque, se non uccide per via diretta, lo fa in molti casi per via indiretta; secondo, perché le mutazioni nella produzione di questa sostanza la stanno sempre più facendo assomigliare a una droga “pesante”, con conseguenze cliniche importanti, anche immediate.
La battaglia contro l’uso delle droghe va fatta con una corretta informazione, a partire dalle famiglie passando per le scuole, e non si deve fermare perché una legge segna un punto a favore della legalizzazione. Anzi, è proprio quando l’argine giuridico presenta punti deboli che va rafforzata l’attenzione morale.
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