CONTI PUBBLICI, BRUXELLES RICHIAMA ROMA: “NON ESAGERI CON LA FLESSIBILITA'” Il presidente dell'Eurogruppo, Dijsselbloem: "Va applicata in modo serio e non può danneggiare la credibilità del Patto di Stabilità"

438
Dijsselbloem

L’Europa frena l’Italia sulla richiesta di avere maggiore flessibilità sui conti, come previsto dal Patto di Stabilità. “La flessibilità è un margine, si può usare una volta sola. Non si può esagerare”, ha detto il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, durante un incontro con i giornalisti europei ad Amsterdam, che inaugura il semestre di presidenza olandese.

Dijsselbloem, che fino a giugno avrà il doppio cappello di presidente dell’Eurogruppo e di quello dell’Ecofin, aveva già mostrato una certa freddezza nei confronti della richiesta italiana presentata ad ottobre assieme alla legge di stabilità. “La flessibilità deve essere applicata in modo serio e non deve danneggiare la credibilità del Patto di stabilità”, aveva avvertito a meà dicembre davanti all’Europarlamento. Facendosi portavoce di quell’ala, capitanata dalla Germania, che non vede di buon occhio le deviazioni ripetute dal percorso di aggiustamento dei conti pubblici. Del resto a dicembre, nell’ultimo vertice europeo del 2015, anche il presidente della Bce Mario Draghi aveva messo in guardia i leader dell’Eurozona dai rischi di stop del consolidamento dei bilanci, avendo registrato un aumento dei deficit strutturali che potrebbero riportare l’economia europea in una zona di pericolo.

“L’Italia ha chiesto varie flessibilità, per le riforme strutturali, per gli investimenti, per i migranti. Dipende dalla Commissione Ue. L’unica cosa che posso dire è: non spingiamo”, ha argomentato Dijsselbloem. L’Italia ha chiesto a ottobre un ulteriore 0,1% di clausola per le riforme (uno 0,3% le era stato già concesso la scorsa primavera), 0,3% di quella investimenti e 0,2% per le spese per i migranti. Le richieste sono state incorporate alla legge di stabilità che è stata giudicata “a rischio di non conformità con i requisiti del Patto”, dal momento che l’aggiustamento strutturale richiesto non viene rispettato, proprio per rendere possibile gli interventi di riforma e di investimento pianificati.

Bruxelles ha da una parte rassicurato l’Italia dichiarandola “eleggibile” per tutte e tre le clausole di flessibilità, dall’altra ha però deciso di effettuare un esame ex post dei conti e di rinviare quindi il parere sulla concessione dei margini alla primavera, quando avrà potuto verificare l’effettiva portata sul bilancio degli interventi annunciati. La partita resta quindi ancora aperta.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS