PER L’IDEOLOGO PAOLO BECCHI, IL “SOGNO” DI M5S È “FINITO”

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Il teorico politico del Movimento 5 Stelle, il filosofo del diritto Paolo Becchi, annuncia l’addio a M5S dalle pagine del quotidiano online “formiche.net”. “Sogno finito” per l’ideologo del Movimento creato da Beppe Grillo. Per il professore all’Università di Genova, il M5s è diventato un partito ibrido e ha stretto con il Pd di Renzi “un nuovo accordo, nello stile del Patto del Nazareno”, facendo da stampella al Governo  del nuovo trasformismo.

Il  “nuovo patto”, tra Renzi e M5S, “non viene annunciato, anzi, è ripetutamente negato a gran voce e protetto dalle contrapposizioni di facciata”, ed è “tenuto segretissimo, tanto che chi ne parla viene ricoperto di insulti in rete”.

Anno nuovo, sogno nuovo. Il 31 dicembre, Becchi ha cancellato l’iscrizione al Movimento “al quale aveva aderito con convinzione ed entusiasmo”, perché – afferma –  è diventato “ un partito ibrido, che da un lato acchiappa chi ancora crede negli ideali di rottura del vecchio Movimento e dall’altro si avvicina alla logica partitica. “Grillo è ormai un ologramma”, dichiara nell’intervista di Giovanni Bucchi.

Il “professore” profetizza alcune azioni che confermerebbero questa imprevista servitù di M5S al governo di Renzi. La prima, il voto sulle unioni civili. “Sulla votazione del ddl Cirinnà, ci sarà l’accordo tra Renzi e l’M5S, il quale finisce così a fare nuovamente da stampella al governo, quando invece sarebbe andato incontro a grosse difficoltà. Poi, la legge sullo ius soli, anche qui sconfessando Grillo. E magari, per finire, anche l’eutanasia”. Sempre così facendo il gioco di Renzi.

Ed ecco la critica più grave:Ormai regna l’arbitrio, al posto del rispetto delle regole. Si critica chi non rispetta le regole e ci si comporta allo stesso modo”.

Grillo aveva promesso agli italiani che, entro il dicembre 2015 o al massimo nel gennaio 2016, ci sarebbe stato il referendum sull’euro. Ora più nessuno ne parla, salvo per i banchetti fatti in estate quando il tema appassionava di più e c’era da soffiare qualche voto alla Lega”, aggiunge Becchi. E chiede: “Perché non si lancia una forte campagna di opposizione alla riforma costituzionale in vista del referendum, sul quale Renzi punta tutto quest’anno?”, per poi affermare: “Forse era inevitabile che il Movimento si istituzionalizzasse, ma il sogno è finito”.

 

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