TURCHIA, ALTRI 34 MIGRANTI HANNO PERSO LA VITA

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Altre 34 persone, tra cui tre bambini, sono annegate al largo della Turchia, al tragico termine di uno dei tanti viaggi della speranza che ormai contrassegnano questo terzo millennio. Il barcone che li trasportava in direzione dell’isola greca di Lesbo è naufragato, nel mar Egeo, che è, per milioni di fratelli sulle coste martoriate da guerre e povertà che si affacciano sull’Europa, la porta per la salvezza. I corpi sono stati  recuperati in due diverse località della costa egea, Ayvalik e Dikili. Di questi, 11 sono stati trovati sulla spiaggia.

L’imbarcazione era partita da Smirne. Si è capovolta a causa delle cattive condizioni meteorologiche e dello stato di pericolosità del mezzo. La Guardia costiera turca sta cercando in mare i dispersi. Sono otto i migranti salvati.

Un piccolo profugo siriano di 4 mesi, Faris Khidr Ali, è morto di freddo nella tenda in cui era riuscita a trovare rifugio la famiglia, nella provincia sudorientale turca di Batman. Il padre ha chiesto aiuto alle autorità turche per l’altro figlio di 3 anni.

Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), circa 700 migranti sono scomparsi tra le onde dello stesso mare, nel 2015. Oltre 4mila hanno perso la vita nel mar Mediterraneo. Più di un milione di persone ha chiesto asilo in Europa nello stesso anno.

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